AbbVie fa sua la biotech Stemcentrx. Affare del valore massimo di $10,2 mld

Oggi, il gigante americano AbbVie ha reso noto di aver acquisito Stemcentrx, una biotech privata che sta sviluppando diversi farmaci anticancro (nessuno dei quali ancora in commercio) e per averla staccherà subito un assegno da $2 miliardi, altri $5,8 miliardi li pagherà attraverso il conferimento di azioni proprie e altri $4 miliardi potranno essere pagati al raggiungimento di determinate milestones. Poi ci sono circa $400 mln nelle casse di Stemcentrx che andranno restituiti ai finanaiatori. Totale del conto, $10,2 miliardi.

Continua la marcia a tappe forzate di AbbVie per diventare uno dei player nel settore dell’oncoematologia e ridurre anche la sua dipendenza dalle sorti di Humira che, per inciso, nel primo trimestre del 2016 ha realizzato vendite per $3,58 mld, battendo le stime degli analisti.

Oggi, il gigante americano ha reso noto di aver acquisito Stemcentrx, una biotech privata che sta sviluppando diversi farmaci anticancro (nessuno dei quali ancora in commercio) e per averla staccherà subito un assegno da $2 miliardi, altri $5,8 miliardi li pagherà attraverso il conferimento di azioni proprie e altri $4 miliardi potranno essere pagati al raggiungimento di determinate milestones. Poi ci sono circa $400 mln nelle casse di Stemcentrx che andranno restituiti ai finanaiatori. Totale del conto, $10,2 miliardi.

Questa somma fa dell’affare annunciato oggi non solo una delle più grandi acquisizioni biotech nella memoria recente, ma anche uno delle cinque più grandi vendite di una società finanziata interamente con capitale di rischio.

Stemcentrx dispone attualmente di cinque candidati farmaci già entrati in clinica, ciascuno focalizzato sull’obiettivo di eliminare le cellule staminali del cancro che sarebbero le principali responsabili dello sviluppo deii tumori.

Secondo una teoria, la massa tumorale sarebbe composta da un gran numero di cellule capaci di proliferare solo in maniera limitata e da una rara popolazione di cellule in grado di proliferare a lungo e mantenere il tumore. Queste ultime vengono dette cellule staminali tumorali e sono le protagoniste del cosiddetto "modello gerarchico" secondo cui sono proprio queste le uniche cellule in grado di dare tumore.

Quello in fase più avanzata (Fase II) prende il nome di  rovalpituzumab tesirine (Rova-T) ed  è stato progettato per il trattamento del cancro del polmone a piccole cellule, che rappresenta tra il 10% e il 15% di tutti i tumori polmonari, ed è uno dei più probabile che ritorni dopo il trattamento iniziale. Il target del farmaco è la molecola DLL3, presente nell’80% dei tumori del polmone a piccole cellule, ma non nei tessuti sani.

Lo scorso agosto, Stemcentrx pubblicato risultati degli studi clinici di fase I su questo farmaco che hanno mostrato, tra le altre cose, un insolitamente alta percentuale di riduzione sostenuta delle dimensioni del tumore tra i pazienti affetti da tumore polmonare a piccole cellule che inizialmente avevano risposto al trattamento, ma che poi era recidivato.

Gli altri farmaci in pipeline sono l’anticorpo coniugato SC-002 che si trova in Fase I sempre per il tumore del polmone a piccole cellule. Poi c’è il farmaco sperimentale SC-003, in fase Ia per il cancro dell’’ovaio e altri due candidati farmaci che si è accaparrata Pfizer e che sono in Fase I.

"L'aggiunta di Stemcentrx e del suo farmaco -Rova-T forniscono ad Abbvie con una piattaforma unica nel campo delle terapie dei tumori solidi e completano la nostra posizione di leadership in oncologia ematologica", ha detto Abbvie presidente e amministratore delegato Richard Gonzalez in un comunicato. "Riteniamo che l'acquisizione di Stemcentrx rafforzerà e accelerarà la nostra capacità di fornire terapie innovative che avranno un notevole impatto sulla vita dei pazienti."

Stemcentrx è  stata fondata nel 2008 dal CEO Brian Slingerland, un ex banchiere di investimento, e dal direttore scientifico Scott Dylla, che in precedenza era stato uno scienziato senior di OncoMed Pharmaceuticals.