Ablynx respinge le avances da $3,1 mld di Novo Nordisk

La danese Novo Nordisk, il più grande produttore di insulina al mondo, ha offerto $ 3,1 mld (2,6 miliardi di euro) per il gruppo biotecnologico belga Ablynx, alla ricerca di una nuova fonte di crescita e per differenziarsi dal tradizionale business del diabete. Ablynx (per la seconda volta) ha però respinto l'approccio di acquisizione di Novo.

La danese Novo Nordisk, il più grande produttore di insulina al mondo, ha offerto $ 3,1 mld (2,6 miliardi di euro) per il gruppo biotecnologico belga Ablynx, alla ricerca di una nuova fonte di crescita e per differenziarsi dal tradizionale business del diabete.

Ablynx ha respinto l'ultimo approccio di acquisizione di Novo e le sue azioni sono aumentate del 45% percento, a 30,80 euro, alla ripresa delle contrattazioni, dopo che il titolo era stato inizialmente sospeso dall’organismo regolatore del mercato belga.

Novo ha offerto fino a 30,50 euro per azione, 28 euro in contanti con un‘aggiunta di 2,5 euro qualora siano raggiunte alcune condizioni legate al portafoglio di ricerca per Ablynx, pari a un premio del 60% rispetto al valore del 6 dicembre della società belga, antecedente al primo approccio di acquisizione.
Infatti Ablynx aveva infatti già rifiutato una prima offerta il 14 dicembre e Novo Nordisk aveva provato una seconda volta, il 22 dicembre, con un’offerta del 14% più alta.

«Novo Nordisk si rammarica che il consiglio di amministrazione di Ablynx abbia finora rifiutato di impegnarsi in discussioni, nonostante le proposte che abbiamo avanzato», ha fatto sapere l’azienda in una nota.

L'offerta arriva in un momento di rinnovato interesse da parte delle grandi compagnie nelle piccole imprese biotecnologiche, con Celgene che conclude un accordo per acquistare Impact Biomedicines fino a un massimo di $ 7 mld e Takeda che acquisisce TiGenix, un altro gruppo biotech belga, per $ 630 milioni.

Edwin Moses, CEO di Ablynx ha dichiarato che «dopo un'attenta valutazione, il Consiglio di amministrazione di Ablynx ha stabilito all'unanimità che la proposta di Novo Nordisk non è nel migliore interesse della società e dei suoi azionisti, in quanto minimizza in modo assoluto il caplacizumab, la pipeline di Ablynx, la piattaforma, la tecnologia, le persone e il know how. Il Consiglio non vede alcun merito nel cedere il controllo delle sue attività senza un pieno riconoscimento del valore iniziale per gli azionisti e ritiene che la considerazione proposta non costituiscano una base per ulteriori discussioni in questo momento».

«I risultati molto positivi dello studio di fase 3 HERCULES condotto su caplacizumab e i nostri due studi in corso di Fase 2 convalidano la nostra capacità di attuare il nostro piano per fornire prodotti significativi ai pazienti, per soddisfare esigenze mediche laddove esistono opzioni terapeutiche limitate o nulle» ha continuato Moses. «Oltre a sviluppare la nostra pipeline proprietaria, compresa la preparazione del lancio di caplacizumab, siamo impegnati in una serie di entusiasmanti collaborazioni strategiche con le principali aziende farmaceutiche, convalidando ulteriormente il potenziale della nostra piattaforma Nanobody. Crediamo fermamente che la prosecuzione di questo piano strategico offrirà agli azionisti di Ablynx un valore molto maggiore rispetto alla proposta di Novo Nordisk».

La ricerca di Ablynx e le necessità di Novo
Il gruppo belga è specializzato nella ricerca di nuovi farmaci basati su nano-corpi trovati nei sistemi immunitari di lama e alpaca, per i quali collabora con alcune delle più grandi aziende farmaceutiche del mondo.

Le agevolazioni fiscali e altri incentivi hanno creato una fiorente industria biotech in Belgio, con molte aziende scorporate da progetti universitari e ora quotate in borsa.
Le azioni di Ablynx hanno quasi raddoppiato il valore negli ultimi 12 mesi, grazie al supporto dei dati positivi delle sperimentazioni cliniche.

L’obiettivo principale di Novo è assicurarsi il caplacizumab, farmaco sperimentale per la porpora trombocitopenica acquisita, una malattia rara caratterizzata dalla formazione di trombosi sistemica nel microcircolo, anemia emolitica, piastrinopenia e ischemia multiorgano, con elevata incidenza di complicanze potenzialmente fatali.
Il farmaco andrebbe a integrare la linea di emoderivati focalizzati sull'emofilia.

Del resto il mercato mondiale dell'emofilia, che vale $ 11 mld, sta vivendo un momento di cambiamento radicale e Novo, così come altre società del settore, rischia di non tenere il passo dopo l'approvazione di Hemlibra, il nuovo farmaco di Roche per l’emofilia A. All’orizzonte poi si prospettano anche le terapie geniche che promettono di curare la malattia in via definitiva.

I trattamenti biofarmaceutici di Novo, guidati dall'emofilia, rappresentano circa il 20% delle vendite dell’azienda, con il restante 80% sostenuto dai farmaci per il diabete e l'obesità.
«Abbiamo una solida crescita nel settore del diabete e dell'obesità, ma stiamo lottando un po' per mantenere lo stesso livello di crescita nel settore biofarmaceutico»", ha dichiarato il CFO di Novo, Jesper Brandgaard.

L’acquisizione sarebbe la prima di Lars Fruergaard Jorgensen, nuovo CEO di Novo Nordisk, insediatosi un anno fa, che ha dichiarato come l'azienda abbia bisogno di innovazione esterna per ampliare la propria gamma di prodotti.

La tecnologia Nanobody di Ablynx
I nanobodies sono una nuova classe di proteine terapeutiche proprietarie basate su frammenti di anticorpo che contengono le proprietà strutturali e funzionali uniche degli anticorpi presenti in natura.

La tecnologia Nanobody è stata originariamente sviluppata in seguito alla scoperta e all'identificazione che i camelidi (ad esempio cammelli e lama) posseggono anticorpi completamente funzionanti che consistono solo in catene pesanti e quindi mancano delle catene leggere. Questi anticorpi a catena pesante contengono un singolo dominio variabile e due domini costanti.

I singoli domini variabili, clonati e isolati, hanno piena capacità di legame con l'antigene e sono molto stabili, al pari degli anticorpi completi, ma grazie alle loro dimensioni ridotte e della loro struttura unica, sono elementi costitutivi ideali per la generazione di nuovi farmaci biologici con molteplici vantaggi competitivi rispetto ad altre molecole terapeutiche attualmente disponibili.