Secondo quanto riporta l’agenzia Reuters, la Commissione Europea avrebbe deciso di applicare forti sanzioni economiche per punire gli accordi tra le aziende farmaceutiche cosiddetti "pay-for-delay" cioè finalizzati a ritardare l’ingresso di un generico, quando ce ne sarebbero già le condizioni, a fronte di corrispettivi economici e al fine di salvaguardare le vendite del farmaco branded.

In tutto, le società colpite sarebbero nove, e tra esse spiccano la danese  Lundbeck e la tedesca Merck KGaA. Le altre sarebbero società di minori dimensioni quali Generics UK, Arrow, Resolution Chemicals, Xellia Pharmaceuticals, Alpharma, A.L. Industrier e Ranbaxy.

L’inchiesta era nata nel 2009. Le sanzioni applicate potrebbero essere anche molto elevate, fino al 10% del fatturato artatamente sottratto alla competizione del generico. Nel caso di Lundbeck, indagata per le attività anti competitive condotte sull’antidepressivo citalopram, secondo quanto afferma Reuters si potrebbe arrivare a una multa di 240 milioni di euro. Un portavoce dell’azienda ha affermato che la società per ora non ha ricevuto nessuna comunicazione in tal senso.

Si tratta di una pratica diffusa e sempre più oggetto delle indagini delle autorità anti trust europee e americane. Lo scorso mese di gennaio era iniziata un’indagine rivolta contro Johnson & Johnson e Novartis, attraverso la controllata Sandoz, accusate di aver ritardato di 17 mesi la commercializzazione in Olanda di un cerotto a base di fentanyl.

Secondo la CE, gli accordi in questione restringerebbero illecitamente la concorrenza a danno dei consumatori perché ritarderebbero l’ingresso dei farmaci generici sul mercato ritardando illecitamente anche l’effetto di generale diminuzione dei prezzi che da tale ingresso deriva.

Questa decisione, che molto probabilmente sarà comunicata entro poche settimane, costituirà un importante precedente che d’ora in avanti regolerà questo tipo di materia dove gli interessi in gioco sono moto elevati.