Merck ha annunciato di aver firmato un accordo da 1,7 miliardi di euro con la biotech belga Ablynx per lo sviluppo di una nuova classe di anticorpi anticancro conosciuta come ‘nanocorpi’, diretta contro i cosiddetti “modulatori del checkpoint immunitario”, molecole che rappresentano  target potenziali per lo sviluppo di immunoterapie antitumorali.

In base all’accordo, Ablynix riceverà da Merck una somma immediata pari a 20 milioni di euro più 10,7 milioni per finanziare la ricerca durante i primi tre anni di studi. L’azienda belga sarà eleggibile a ricevere ulteriori pagamenti al raggiungimento di determinate milestone di sviluppo, regolatorie e commerciali fino a 1,7 miliardi di euro.

Merck sarà responsabile dello sviluppo, della produzione e della commercializzazione dei farmaci risultanti dalla collaborazione.

All'inizio degli anni ’90, Serge Muyldermans, biologo della Free University di Bruxelles in Belgio, analizzando il siero di dromedari e cammelli scoprì che in questi animali, oltre ai normali anticorpi, ne esistono altri molto più piccoli e leggeri.  Quegli anticorpi, responsabili della capacità dei camelidi di resistere alle infezioni, dopo qualche anno di studi sono diventati la base per costruire i nanocorpi.
I nanocorpi sono anticorpi più piccoli, costituiti solamente da due catene pesanti, a loro volta costituite da una regione variabile che lega l’antigene e due regioni costanti. Nonostante la mancanza delle catene leggere e della loro regione variabile, i nanocorpi mantengono la stessa capacità di legame all’antigene dei normali anticorpi.

Dopo gli studi in vitro e su animali, nel 2007 i nanocorpi sono approdati ai test su volontari sani. I dati preliminari avevano dato ragione a Muyldermans e colleghi, che hanno fatto nascere da una costola dell'Università di Bruxelles la biotech Ablynx che dal 2002 studia e produce queste molecole.

I nanocorpi hanno la stessa specificità e affinità per l'antigene degli anticorpi normali, ma sono grandi un decimo. In questo modo, le molecole resistono a temperatura ambiente e  anche agli acidi gastrici, lasciando ipotizzare un uso per via orale. Inoltre, sono più semplici da produrre e quindi meno costosi. Soprattutto, essendo di piccole dimensioni possono intrufolarsi meglio per raggiungere bersagli piccoli o nascosti all’interno dei tumori.