Si fa sempre più caldo il settore della immunoterapia e in particolare degli anti PD-1, i farmaci che sbloccano il sistema immunitario affinchè possa aggredire le cellulare tumorali. AstraZeneca e Celgene hanno appena siglato un accordo multimilionario per lo sviluppo condiviso in ambito ematologico di MEDI4736, un anticorpo che attacca il checkpoint immunitario PD-1/PD-L1, utilizzato da molti tumori per respingere gli attacchi da parte delle cellule T killer.

Celgene pagherà upfront $450 milioni per poter avere i diritti per lo sviluppo in ematologia, area in cui è un riconosciuto leader mondiale mentre AstraZeneca si tiene quelli sui tumori solidi. Pascal Soirot, a capo di AstraZeneca, ha dichiarato che l’area ematologica dovrebbe rappresentare il 40% del potenziale commerciale di questi farmaci.

Dal punto di vista economico, l’accordo è abbastanza articolato. Come anticipato, Celgene pagherà subito i $450 milioni. Dopodichè Celgene guiderà lo sviluppo clinico e fino al 31 dicembre 2016 sarà responsabile del 100% dei costi ad esso associati. Successivamente, sosterrà solo il 75% di tali costi.

Celgene sarà responsabile della commercializzazione del farmaco a livello mondiale (nelle indicazioni ematologiche). Le vendite saranno però conteggiate nel bilancio di AstraZeneca. Quest’ultima produrrà il farmaco e riconoscerà a Celgene royalties sulle vendite che inizialmente saranno del 70% per poi scendere al 50% dopo 4 anni.

Soriot ha dichiarato che l’accordo consentirà ad AstraZeneca di accelerare lo sviluppo del farmaco in ematologia, grazie alla collaborazione con una società leader in questo settore, quale Celgene.

Alcuni analisti finanziari però la pensano diversamente ritenendo che Soriot abbia ceduto il suo gioiello in cambio di fondi che consentano all’azienda di fronteggiare il calo dei ricavi dovuto alla genericazione di esomeprazolo e, in prossimo futuro, di rosuvastatina.

Quello degli anti PD-1 è un settore effervescente. MSD e Bristol-Myers Squibb hanno già in commercio i loro due farmaci, rispettivamente pembrolizumab e nivolumab. A ruota seguono AstraZeneca, Pfizer e Roche. Alcuni analisti stimano che il mercato mondiale degli anti PD-1 nel 2020 possa raggiungere il valore di $33 miliardi l’anno. Ci sarà spazio per alcuni players, ma chi è in ritardo deve sbrigarsi.