Eli Lilly ha firmato un accordo di licenza con la biotech americana ImmunoGen per l’utilizzo della tecnologia Tap (Targeted Antibody Payload) per lo sviluppo di anticorpi coniugati anticancro. Attraverso la Tap, ImmunoGen svilupperà nuovi prodotti a partire da anticorpi monoclonali provenienti delle banche dati di proprietà di Lilly.

Secondo i termini dell’accordo, Eli Lilly verserà a ImmunoGen una somma pari a 20 milioni di dollari per i diritti su un determinato numero di licenze esclusive,  più altri potenziali 200 milioni di dollari al raggiungimento di determinate milestone, per ogni licenza. Eli Lilly sarà responsabile dello sviluppo, della produzione e della commercializzazione di ogni nuovo prodotto derivato dalla tecnologia.

Per il trattamento del cancro, negli ultimi anni sono stati sviluppati farmaci sempre più efficaci e sicuri. Gli anticorpi monoclonali più recenti vengono definiti “coniugati” in quanto ad essi vengono “legate” delle molecole citotossiche in grado di “uccidere” in modo selettivo le cellule riconosciute dall’anticorpo. Grazie alla loro natura di farmaci mirati, gli anticorpi coniugati consentono la somministrazione di un agente citotossico altamente potente, altrimenti intollerabile.

Una delle tecnologie utilizzate per lo sviluppo di anticorpi coniugati è la TAP (Targeted Antibody Payload) messa a punto dalla società ImmunoGen, società biotech con sede nello stato del Massachusetts. In precedenaa ImmunoGen aveva già firmato accordi con aziende importanti come  Sanofi-Aventis, Roche, Bayer, Biogen, Amgen, Novartis e Biotest per l’utilizzo della tecnologia TAP.

Uno degli esempi più significativi di farmaci nati dalla nuova tecnologia messa a punto da ImmunoGen è rappresentato da trastuzumab emtansine (denominazione comune internazionale o generica di T-DM1), un medicinale di Roche, anticorpo coniugato, in studio per il carcinoma mammario metastatico HER2-positivo. Il nuovo farmaco combina l'anticorpo monoclonale  trastuzumab  (Herceptin) con il chemioterapico DM1, un farmaco molto efficace ma estremamente tossico, tanto è vero che finora non veniva impiegato in terapia. DM1 è un farmaco semi-sintetico (un derivato dell'aitansinoide) che agisce con lo scopo di uccidere le cellule cancerogene inibendo la funzione dei microtubuli.

Grazie all’utilizzo di un linker stabile, il farmaco rimane quasi completamente intatto all’esterno della cellula tumorale, mantenendo inattivo l’agente citotossico fino all’ingresso nella cellula tumorale, minimizzando così l’esposizione delle cellule normali alla chemioterapia.

L’anticorpo monoclonale umanizzato trastuzumab si lega alle cellule tumorali HER2 positive, e si ritiene che blocchi i segnali incontrollati che contribuiscono alla crescita e alla sopravvivenza del cancro attivando al contempo il sistema immunitario dell'organismo contro tali cellule. Dopo essersi legato, T-DM1 penetra all’interno delle cellule tumorali e i metaboliti del coniugato contenenti DM1 distruggono specificamente queste ultime. Il farmaco è attualmente in fase III di sviluppo clinico.

Un altro esempio di anticorpo coniugato sviluppato da ImmunoGen è rappresentato da lorvotuzumab mertansine (IMGN901), farmaco diretto contro le cellule CF56, sviluppato per la terapia del tumore al polmone, del carcinoma a cellule di Merkel e del mieloma multiplo. Il farmaco è attualmente in fase II di sviluppo clinico.

Un ulteriore farmaco in sviluppo che deriva dalla tecnologia Tap è rappresentato da SAR3419, un medicinale sviluppato da ImmunoGen la cui licenza è stata concessa a Sanofi. Il medicinale è stato sviluppato per la terapia del linfoma non-Hodgkin e di altri linfomi delle cellule B. L’anticorpo coniugato è diretto contro le cellule CD19. Il farmaco è attualmente in fase II di sviluppo clinico.