Celgene ha annunciato l'inizio di un ampio programma di collaborazione  con la biotech Globelmmune al fine di sviluppare nuovi farmaci per la cura dei tumori basati sulla tecnologia nota come Tarmogens.
Celgene investirà 40 milioni di dollari. In cambio entrerà a far parte dell'azionariato di Globelmmune e potrà avere accesso al candidato farmaco GI-400 già in fase II per il tumore pancreatico e per l'epatite C e avrà il diritto di prelazione su altri farmaci che potranno derivare da questa tecnologia. Globelimmune potrà ricevere fino a un massimo di 400 milioni di dollari qualora questi farmaci venissero messi in commercio e raggiungessero le milestones prefissate.

Nata nel 1990 come spin off dell'Univesità del Colorado, Globelmmune ha sviluppato una tecnologia che consente di realizzare versioni geneticamente modificate del  Sacchromyces cerevisiae disegnata per innescare una risposa immunitaria di fronte a determinati target, come ad esempio un cellula infettata da un virus oppure una cellula cancerogena.
Questo microrganismo è probabilmente il lievito più importante nell'ambito dell'alimentazione umana e il suo utilizzo è noto fin dall'antichità per la panificazione e la produzione di birra e vino. È uno dei microrganismi eucarioti più intensamente studiati in biologia cellulare e molecolare.

Fino ad oggi Globelmmune aveva raccolto finanziamenti per 90 milioni di dollari e con l'ingresso di Celgene la società tira un sospiro di sollievo perché potrà proseguire lo sviluppo dei propri farmaci.