Gilead Sciences e Boehringer Ingelheim hanno firmato un accordo di licenza in base al quale l’azienda tedesca concede a Gilead i diritti mondiali di ricerca, sviluppo e commercializzazione di una nuova classe di farmaci denominati inibitori del sito non catalitico della integrasi (NCINI) che sono attualmente sviluppati per il trattamento delle infezioni da Hiv. Tra i medicinali appartenenti alla classe degli NCINI è incluso anche BI 224436, una molecola che è stata valutata in fase I su volontari sani.

Secondo i termini dell'accordo, Gilead dovrà effettuare un pagamento anticipato a Boehringer Ingelheim, che potrebbe ricevere ulteriori pagamenti al raggiungimento di determinate milestone nel corso dello sviluppo così come royalties sulle vendite.

L’integrasi è un enzima di Hiv di cui il virus si serve per integrare il proprio DNA in quello della cellula ospite. Gli inibitori del sito non catalitico dell’integrasi si legano a una tasca allosterica conservata dell’integrasi e hanno un meccanismo d’azione differente rispetto agli inibitori del sito catalitico dell’enzima come raltegravir (farmaco di MSD, già in commercio) e elvitegravir (farmaco di Gilead e ancora in sviluppo).

Secondo uno studio recente, il dominio non catalitico dell’integrasi è il target di una molecola umana denominata LEDGF che ha un ruolo chiave nel consentire al virus  di integrarsi nel Dna dell'organismo infettato e quindi a moltiplicarsi. LEDGF decide esattamente in quale punto del Dna della cellula infettata si inserirà il genoma virale.

Molecole appartenenti alla classe degli NCINI, come BI 224436 hanno mostrato di mantenere l’attività antiretrovirale contro virus ricombinanti caratterizzati da mutazioni nei geni INSTI o NNRTI.

Mentre Gilead guiderà lo sviluppo degli inibitori dell'integrasi, Boehringer Ingelheim si concentrerà sullo sviluppo di nuove molecole antivirali, in particolare contro l’Hcv.