Trentasettemila morti per overdose da analgesici, solo nel 2012. E’ questo il tragico bilancio dell’abuso di farmaci analgesici e oppiacei che si registra ogni anno negli Stati Uniti, Paese nel quale questa è diventata una vera e propria epidemia che fa più morti delle droghe classiche e devastanti come eroina e cocaina, come sottolinea uno studio della Brandeis University, e un nuovo esercito di farmaco-dipendenti si sta formando negli Stati Uniti.

Per limitare questo abuso e rendere più sicura e controllata l’assunzione di questi farmaci, la casa farmaceutica Grünenthal ha reso noto di aver siglato un accordo con l’americana Purdue Pharma per la proprietà intellettuale su certe tecnologie finalizzate a realizzare formulazioni di analgesici che hanno già insita una deterrenza all’abuso di questi farmaci, in particolare della morfina a lunga durata di azione.

In un recente articolo dall’evocativo titolo «Vital Signs Prescription Painkiller Overdose in the US», a cura dei Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta, si parla di un raddoppio delle morti per abuso di analgesici con obbligo di prescrizione medica: nel decennio compreso tra il 1999 e il 2009 negli Stati Uniti si è passati, infatti, da circa 20.000 morti a 37.000.

L’overdose da oppioidi è una delle principali cause di morte negli Stati Uniti. Farmaci come OxyContin (ossicodone) di Purdue Pharma e Opana (ossimorfone) di Endo Pharms sono infatti oggetto di abuso da parte di tossicodipendenti che frantumano le formulazioni orali per sniffare o iniettarsi il farmaco. Si stanno quindi studiando tecnologia anti-manomissione note anche come tamper resistant.

Le strategie per impedire l’abuso di un farmaco sono diverse. E’ possibile, ad esempio, utilizzare barriere fisiche che non consentano la masticazione o la frantumazione del farmaco o barriere chimiche che impediscano l’estrazione del principio attivo attraverso solventi come acqua o alcol o solventi organici.

Un antagonista degli oppioidi può essere aggiunto al farmaco per ridurre l’euforia associata all’abuso del medicinale. E’ possibile, inoltre, formulare un farmaco in modo tale che l’antagonista degli oppioidi non si attivi quando la compressa è ingerita, ma solamente quando viene frantumata per essere sniffata o iniettata.

E’ possibile anche combinare all’oppioide delle sostanze che danno effetti spiacevoli se il dosaggio del farmaco viene manipolato prima dell’ingestione o se si assumono più compresse contemporaneamente.
Anche il metodo di somministrazione del farmaco può evitarne l’abuso. Ad esempio, una formulazione a rilascio prolungato intramuscolo o sottocute è più difficile da manipolare. Inoltre, i pro farmaci, che vengono attivati solo nel tratto gastrointestinale impediscono l’abuso intranasale o per iniezione.

I programmi di monitoraggio per controllare la prescrizione dei farmaci analgesici sono in aumento: alla fine del 2001 gli stati autorizzati a creare programmi di monitoraggio sulla prescrizione di painkiller erano sedici e in soli 11 anni gli stati americani che si sono dotati di PDMP ( Prescription Drug Monitoring Programme) sono diventati 49.

Secondo lo studio negli stati che raccolgono i dati sulla somministrazione controllata di farmaci analgesici e ansiolitici in modo più efficiente e capillare si riscontra un tasso inferiore di visite dal medico al fine di ottenere una prescrizione. Tali programmi funzionano se coinvolgono altre categorie oltre ai medici (come farmacisti o polizia) e contribuiscono ad individuare i cosiddetti 'pill mills', ossia i circuiti di distribuzione illegale delle medicine.