L'azienda americana Abbott si è alleata con Pierre Fabre per lo sviluppo di un anticorpo monoclonale che ha come bersaglio il recettore di membrana cMet, un target di potenziale interesse per la cura di alcuni tumori solidi. CMet è anche un mediatore nella resistenza alla chemioterapia.

Il candidato farmaco, noto con la sigla h224G11, è stato messo a punto nel centro di ricerche della società francese.  Negli studi preclinici ha dato risultati incoraggianti nei tumori alla prostata, polmone e stomaco. Legandosi in maniera specifica alla proteina cMet, il prodotto  interrompe la trasduzione del segnale e porta alla morte le cellule tumorali, prevenendo la crescita del tumore. L'anticorpo monoclonale inibisce anche la migrazione delle cellule tumorali e l'angiogenesi.

Abbott, che potrà sviluppare anche altri anticorpi monoclonali diretti contro cMet, riconoscerà a Pierre Fabre 25 milioni in cash e coprirà i costi per due anni di ricerca per il candidato farmaco che per ora non è ancora stato testato sull'uomo. Altri fondi, il cui importo non è stato divulgato, verranno riconosciuti ad Abbott qualora il prodotto superi le milestones prestabilite.

Il prodotto di Pierre Fabre va a rimpolpare la pipeline di Abbott che già comprende un inibitore del PARP [Poli-(ADP-ribosio)-polimerasi] e un anticorpo monoclonale che ha come bersaglio un epitopo dell'EGFR.