La nuova insulina per via inalatoria (Afrezza, sviluppata da MannKind) approvata nel giugno scorso negli Stati Uniti per la terapia del diabete di tipo 1 e di tipo 2, sarà lanciata all'inizio del prossimo anno a seguito di un accordo commerciale siglato tra MannKind e Sanofi.

I termini dell’accordo prevedono la concessione a Sanofi di una licenza esclusiva per sviluppare e commercializzare in tutto il mondo la nuova formulazione, una polvere di insulina umana ad azione rapida per inalazione.

L'accordo è visto come la chiave per garantire un futuro immediato all’insulina spray. Alcuni analisti, infatti, avevano espresso preoccupazione circa il fatto che MannKind, in quanto piccola azienda, avesse le risorse necessarie per promuovere il prodotto, anche alla luce del fatto che la Food and Drug Administration (Fda) gli ha dato l’ok, ma a una condizione: mettere in campo una strategia di valutazione e attenuazione del rischio (REMS).

La scheda del prodotto conterrà anche un ‘boxed warning’, cioè un’avvertenza speciale per segnalare che nei pazienti con asma e broncopneumopatia cronica ostruttiva si sono verificati casi di broncospasmo. La REMS è tenuta a garantire che i benefici dell’insulina spray superino il potenziale rischio di broncospasmo acuto nei pazienti con pneumopatia cronica.

Inoltre, l’Fda ha richiesto quattro studi postmarketing come condizione per dare il suo ok: uno per valutare la farmacocinetica, la sicurezza e l'efficacia del prodotto nei pazienti pediatrici; un altro per valutare il possibile rischio di neoplasia polmonare, nonché il rischio cardiovascolare e di effetti avversi a lungo termine sulla funzionalità polmonare, e, infine, due studi clinici di farmacocinetica-farmacodinamica sul clamp euglicemico, di cui uno per caratterizzare la relazione dose-risposta e l'altro la variabilità intra-soggetto.

Secondo i termini dell'accordo, Sanofi sarà responsabile a livello globale delle attività commerciali, regolatorie e di sviluppo. Nell'ambito di un accordo a parte che riguarda le forniture del prodotto, MannKind produrrà l’insulina presso lo stabilimento di Danbury nel Connecticut, mentre le due aziende collaboreranno per ampliare la capacità di produzione in modo da soddisfare la domanda globale, "se necessario".

MannKind riceverà da subito 150 milioni di dollari e potrà averne fino a 775 in base al raggiungimento di determinati traguardi regolatori e di sviluppo, nonché di vendita.

Sanofi e MannKind si divideranno gli utili e le perdite a livello globale in modo che al colosso francese spetterà il 65% e a MannKind il restante 35%.

"Afrezza rappresenta un'ulteriore aggiunta al nostro portafoglio di soluzioni integrate per il diabete. È in una posizione unica per fornire ai pazienti un’ulteriore opzione per l’insulino-terapia…, ma non richiede iniezioni multiple giornaliere" afferma Pierre Chancel, vice presidente senior di Sanofi, nel comunicato aziendale.

"Sanofi è il partner ideale dato il suo portafoglio prodotti complementare, la sua vasta presenza sul mercato delle insulina e la sua infrastruttura commerciale leader mondiale. Il nostro accordo di partecipazione agli utili permette di allineare gli interessi di MannKind e Sanofi in modo da ottimizzare lo sviluppo, la commercializzazione e i costi di produzione" dichiara, invece, Alfred Mann, presidente e amministratore delegato di MannKind.

Progettata in modo da essere assunta all’inizio di un pasto, l’insulina spray si scioglie rapidamente dopo essere stata inalata nella parte profonda del polmone e rilascia rapidamente il farmaco in circolo. Il picco di insulina si raggiunge entro 12-15 minuti dalla somministrazione e la concentrazione plasmatica torna ai livelli basali in circa 180 minuti.

Nei pazienti con diabete di tipo 1, l’insulina inalatoria deve essere utilizzata in combinazione con un'insulina ad azione prolungata e non è raccomandata per il trattamento della chetoacidosi diabetica o per i pazienti che fumano.

Se l’insulina spary si rivelerà un successo oppure no sarà il tempo a dirlo. Il primo tentativo di insulina spray , Exubera, sviluppata da Pfizer e approvata nel 2006, si è rivelato un flop clamoroso. Il prodotto non ha fatto presa: è stato ritirato dal mercato nel 2007 e Pfizer ci ha rimesso quasi 4 miliardi di dollari. Allora, anche le altre aziende del settore che stavano cercando di sviluppare un’insulina spray si erano ritirate con la coda tra le gambe, spaventate dalle difficoltà dell’impresa e dai ritorni incerti.

Tuttavia, ci sono alcune ragioni per essere ottimisti sul fatto che la nuova insulina spray avrà maggior fortuna. Il farmaco di Pfizer era contenuto in un device enorme, della forma di un contenitore per palline da tennis, oggetto di molta ironia sul web e non gradito dai pazienti che, all’epoca, preferirono continuare a usare le classiche penne. Afrezza, invece, viene erogata con un device della forma di un fischietto, di dimensioni di gran lunga inferiori rispetto all’inalatore Exubera, e la somministrazione è più semplice; inoltre, il nuovo prodotto sembra gravato da un minor rischio di aumento di peso e di ipoglicemia grave rispetto all'insulina standard.

Tuttavia, non si sa ancora quanto costerà e come sarà il prezzo rispetto a quello degli altri prodotti a base di insulina, già in commercio. Infine, non manca qualche preoccupazione sul fatto che i medici siano disponibili a cambiare terapia ai loro pazienti, facendoli passare all’insulina spray.

Secondo gli analisti, il prodotto potrebbe generare un fatturato di 600 milioni di dollari l’anno. Ma l’ultima parola spetterà ai pazienti.