Merck ha da poco siglato un accordo con Endocyte che potrebbe valere fino a un miliardo di dollari per sviluppare e commercializzare l’antitumorale sperimentale vintafolide (EC145). il farmaco è una molecola coniugata costituita da folato (vitamina B9) legato a un potente chemioterapico, la desacetilvinblastina monoidrazide. Il composto è progettato in modo da colpire con il chemioterapico le cellule in rapida crescita che inglobano attivamente il folato attraverso il suo recettore, espresso in molti tumori tra cui anche quello ovarico.

La molecola è attualmente protagonista dello studio di fase III PROCEED su pazienti con carcinoma ovarico resistente al platino e di uno studio di fase II sul carcinoma del polmone non a piccole cellule. Entrambi gli studi stanno utilizzando anche un altro prodotto sperimentale di Endocyte - etarfolatide (EC20) - come agente diagnostico, sviluppato come metodo non invasivo per identificare i tumori che sovraesprimono il recettore del folato.

Peter Kim, presidente dei laboratori di ricerca Merck ha dichiarato che oltre a cercare di ottenere l’indicazione nel tumore all’ovaio resistente al platino, l’azienda intende valutare ulteriormente il potenziale della molecola per il trattamento di diversi altri tipi di cancro. Kim ha anche spiegato che questo accordo rientra nella strategia aziendale di costruire un portafoglio di farmaci antitumorali che impiegano un agente diagnostico abbinato per facilitare la selezione dei pazienti con le maggiori probabilità di rispondere al trattamento.

In base all'accordo, Merck otterrà i diritti per sviluppare e commercializzare in tutto il mondo vintafolide. Come contropartita, la multinazionale corrisponderà a Endocyte un pagamento anticipato di 120 milioni di dollari a cui potrebbero aggiungersene altri 880 se il prodotto dovesse ottenere fino a sei indicazioni come antitumorale.

Se vintafolide dovesse avere il via libera delle autorità regolatorie, ad Endocyte andrà metà dei profitti ottenuti negli Stati Uniti, dove la biotech ha mantenuto il diritto di co-promuovere il farmaco. Inoltre, Merck riconoscerà alla società una percentuale a doppia cifra sulle vendite del prodotto nel resto del mondo.

A Endocyte rimarrà la responsabilità della maggior parte del finanziamento e del completamento dello studio PROCEED, un trial multicentrico internazionale randomizzato e in doppio cieco che sta valutando vintafolide in combinazione con doxorubicina pegilata liposomiale (PLD) in confronto al placebo più PLD per il trattamento del tumore all’ovaio resistente al platino e positivo al recettore del folato. L’endpoint primario dello studio è la sopravvivenza libera da progressione secondo i criteri RECIST, mentre quello secondario è la sopravvivenza libera da progressione

Nel loro comunicato congiunto, Merck ed Endocyte fanno notare che in uno studio di fase II, vintafolide ha dimostrato di ritardare in modo significativo la progressione della malattia o il decesso nella popolazione generale delle pazienti con carcinoma ovarico resistente al platino. Il miglioramento maggiore, fanno notare le due aziende, è stato osservato nelle pazienti con tumori rivelatisi positivi per il recettore dei folati all’imaging con etarfolatide.

Nel marzo scorso Endocyte ha reso noto che l’Ema ha concesso a vintafolide la designazione di farmaco orfano e ha fatto inoltre sapere di voler presentare la domanda di approvazione del farmaco nel terzo trimestre dell’anno.


Informazioni su vintafolide (EC145)
Vintafolide è un composto coniugato e iniettabile formato da acido folico (vitamina B9) legato a DAVLBH (desacetylvinblastine monohydrazide), un potente agente chemioterapico alcaloide derivato della vinca. Vintafolide viene utilizzato per mirare in modo preferenziale l'agente chemioterapico per le cellule cancerose a rapida crescita che richiamano attivamente l'acido folico tramite il recettore per acido folico. Il recettore per acido folico è espresso in diversi tipi di tumori, come il carcinoma ovarico, il carcinoma ai polmoni non a piccole cellule (NSCLC), il tumore mammario, al colon e ai reni.


Informazioni su etarfolatide (EC20)
Etarfolatide è un agente per l'imaging molecolare mirato all'acido folico in corso di sviluppo, come metodo non invasivo, per l'identificazione dei tumori che mostrano un'elevata presenza di recettori dell'acido folico. Questi tumori rappresentano il target molecolare dei composti terapeutici direzionati verso l'acido folico di Endocyte, come vintafolide. Ad oggi, etarfolatide è stato somministrato a oltre 550 pazienti.


Informazioni sullo studio clinico PROCEED
Lo studio clinico di fase III “PROCEED” ha un disegno randomizzato in doppio cieco e valuta l'uso di vintafolide in aggiunta alla doxorubicina liposomiale pegilata, rispetto a doxorubicina liposomiale pegilata in aggiunta al placebo, per il trattamento del carcinoma ovarico positivo platino resistente. L'endpoint primario dello studio clinico è la sopravvivenza senza progressione valutata in base ai criteri RECIST (Response Evaluation Criteria In Solid Tumor) nelle pazienti con tumori positivi ai recettori per acido folico valutati tramite imaging dell'etarfolatide. La sopravvivenza globale è un endpoint secondario. Lo studio clinico prevede il reclutamento di oltre 400 pazienti presso circa 150 siti negli Stati Uniti, in Canada, Europa e Asia.