Novartis ha acquistato dalla svizzera Debiopharm i diritti per sviluppare in esclusiva Debio 025 (alisporivir) un potenziale farmaco per il trattamento dell'epatite C.
La molecola è capostipite di una nuova classe di farmaci, quella degli inibitori della ciclofillina, che, secondo Novartis, "potrebbero entrare a far parte del trattamento standard della malattia", che affligge oltre 170 milioni di persone in tutto il mondo. La ciclofillina è una proteina umana co-optata dal virus dell'epatite per aiutarlo a replicarsi.

L'affare conferisce al colosso svizzero i diritti esclusivi per lo sviluppo e la commercializzazione del farmaco in tutto il mondo (escluso il Giappone), che è attualmente in fase IIb. I dettagli finanziari dell'operazione non sono stati resi noti, ma l'accordo prevede un pagamento anticipato a Debiopharm, oltre a pagamenti successivi al superamento di milestones cliniche e regolatorie e royalties sulle vendite.

David Epstein, nuovo Ceo di Novartis, ha dichiarato che Debio 025 potrebbe rappresentare un importante passo avanti, aumentando l'efficacia dell'attuale standard terapeutico per l'epatite C, rappresentato dall'associazione di peginterferone alfa-2a più ribavirina. Infatti, c'è grande bisogno di farmaci più efficaci, perché quelli al momento disponibili lo sono soltanto nel 50% dei pazienti infettata dalla forma più comune del virus, quello di genotipo 1.

La firma del contratto arriva a due mesi dal deposito all'Emea e all'Fda della domanda di approvazione dell'albinterferone alfa-2b (Joulferon/Zalbin), un altro trattamento per l'epatite C sviluppato da Novartis.
Il farmaco adesso è in fase III, durante la quale verranno testate efficacia e sicurezza a lungo termine, in combinazione con la terapia standard.