Siglato un accordo in esclusiva mondiale tra Roche e Evotec per sviluppare e commercializzare un farmaco che potrebbe rallentare la progressione della malattia di Alzheimer. Si tratta di EVT-302, inibitore della monoamino-ossidasi di tipo B, scoperto da Evotec.

Il composto è un nuovo e potente inibitore della monoamino ossidasi di tipo B (MAO-B), enzima che degrada la dopamina nel cervello e contribuisce alla produzione di radicali liberi. I radicali liberi determinano uno stress ossidativo che può contribuire alla patogenesi della malattia di Alzheimer, come dimostra la sovraregolazione dell’espressione della MAO-B nel cervello dei pazienti colpiti dalla patologia. Per questi motivi, l’inibitore MAO-B potrebbe trattare efficacemente i sintomi dell’Alzheimer e potenzialmente rallentarne la progressione della malattia.

Secondo i termini dell'accordo, Roche dovrà effettuare un pagamento anticipato di 10 milioni di dollari a Evotec, che potrebbe ricevere ulteriori pagamenti – fino a 820 milioni dollari – al raggiungimento di determinate milestone nel corso dello sviluppo così come royalties a due cifre sulle vendite. Da parte sua, Roche darà il via a studi proof-of-concept il prossimo anno e sarà interamente responsabile di tutte le attività di sviluppo clinico, produzione e commercializzazione della molecola.
Per il gigante svizzero si tratta in realtà di un ‘ritorno all’ovile’. Nel 2006, infatti, EVT-302 era è stato concesso in licenza da Roche a Evotec e inizialmente sviluppato per un'altra indicazione (come farmaco anti-fumo)

Werner Lanthaler, chief executive officer di Evotec, biotech con sede ad Amburgo, ha però spiegato il senso dell’accordo in un’intervista, dicendo che per l’azienda sarebbe stato troppo oneroso dal punto di vista finanziario (ha parlato di “centinaia di milioni di euro”) condurre degli studi clinici. “La partnership con Roche è una mossa saggia perché per una piccola realtà come Evotech sarebbe stato impossibile andare avanti da sola” ha affermato Lanthaler.
L’alleanza tra le due aziende ha invece un senso anche perché, un giorno, EVT-302 potrebbe essere utilizzato in combinazione con altre terapie sviluppate dal colosso di Basilea contro l’Alzheimer.

Una conferma indiretta in questo senso viene da Jean-Jacques Garaud, capo dell’unità di R&S preliminare di Roche, il quale ha detto che “l’aggiunta di EVT-302 alla pipeline di farmaci per il sistema nervoso centrale integra altri approcci su cui si sta indagando, tra cui terapie mirate contro le proteine tau e amiloide".