Accordo Takeda Shire approvato anche dalla Commissione europea

Questa mattina Takeda ha reso noto di aver ricevuto dalla Commissione Europea l'autorizzazione per l'acquisizione di Shire, un affare da 62 miliardi di dollari. Come inizialmente previsto, l'autorizzazione della Commissione è subordinata all'eliminazione delle sovrapposizioni nell'area dei farmaci per le malattie infiammatorie croniche intestinali.

Questa mattina Takeda ha reso noto di aver ricevuto dalla Commissione Europea l'autorizzazione per l’acquisizione di Shire, un affare da 62 miliardi di dollari. Come inizialmente previsto, l'autorizzazione della Commissione è subordinata all'eliminazione delle sovrapposizioni nell'area dei farmaci per le malattie infiammatorie croniche intestinali.

Un farmaco sperimentale di Shire dovrà esseree ceduto
In particolare, Takeda ha fatto sapere che c'era preoccupazione per il suo prodotto per il Crohn e la colite ulcerosa, commercializzato con il marchio Entyvio (vedolizumab), e il composto della pipeline di Shire SHP647.  Takeda ha già fatto sapere che le due aziende si sono impegnate a cedere questo farmaco, così come alcuni diritti associati. L’azienda giapponese fa sapere che rimane impegnata su Entyvio, un farmaco approvato in oltre 60 Paesi che nel 2018 genererà un fatturato mondiale vicino ai 2 miliardi di dollari.

Va anche detto che il farmaco SHP647, che potrebbe essere lanciato come formulazione sottocute solo nel 2023, cioè 4 anni dopo il previsto lancio della formulazione sottocutanea di vedolizumab, non sembra rappresentare una particolare opportunità commerciale.

SHP647 è un anticorpo monoclonale IgG2 completamente umano. Il candidato farmaco si rivolge alla mucosa vascolare indirizzando la molecola di adesione cellulare-1 (MAdCAM-1), che è coinvolta nel traffico di leucociti nel tratto gastrointestinale. Inoltre, si ritiene che l'SHP647 sia di beneficio per i pazienti, in quanto mira a un'eccessiva infiltrazione linfocitaria nell'infiammazione cronica delle IG. All'inizio di quest'anno, l’Fda ha concesso lo status di medicinale orfano a SHP647 per i pazienti pediatrici con malattia di Crohn moderatamente o gravemente attiva.

L'amministratore delegato di Takeda Christophe Weber si è detto soddisfatto che la Commissione Europea abbia concesso l'autorizzazione all'acquisizione. "abbiamo fatto un altro passo in avanti verso la creazione di un leader biofarmaceutico globale, basato su valori e guidato dalla R&S, e, dopo diversi mesi di dialogo costruttivo, siamo ottimisti che i nostri azionisti riconoscano il significativo potenziale di creazione di valore a lungo termine di questa potente combinazione" ha detto Weber in una dichiarazione.

Le principali organizzazioni antitrust si sono espresse favorevolemente
Con l'autorizzazione della Commissione Europea, Takeda ha ora ricevuto l'autorizzazione a procedere con l'acquisizione anche dalla Commissione Federale per il Commercio degli Stati Uniti, dalla Japan Fair Trade Commission, dalla State Administration for Market Regulation in China e dal Brazilian Administrative Council for Economic Defense.

Un debito da ridurre
Quando le due società hanno raggiunto un accordo all'inizio di questa primavera, il prezzo per Shire è stato fissato a 62 miliardi di dollari. Tuttavia, questo valore non tiene conto del debito di Shire che, se incluso nell'operazione, porta il prezzo complessivo di Shire vicino agli 80 miliardi di dollari. Weber ha in programma di affrontare il debito, che potrebbe includere la vendita di alcune attività di Shire, come la sua attività di cura degli occhi, che include Xiidra, un trattamento per la malattia dell’occhio secco.

Adesso servirà l'approvazione degli azionisti di Takeda
L’ approvazione da parte della Commissione europea arriva alcune settimane prima di una assemblea degli azionisti pianificata per votare l'acquisizione. All'inizio di questo mese, Takeda ha annunciato che gli azionisti voteranno il 5 dicembre per chiudere l'accordo entro l'8 gennaio 2019. Per finalizzare l'acquisizione, Takeda dovrà ora assicurarsi il sostegno dei due terzi degli azionisti.