Actavis e Warner Chilcott  hanno annunciato di aver intrapreso dei colloqui esplorativi per valutare una possibile fusione tra le due società. Le due aziende hanno ufficialmente preso posizione dopo che la notizia era stata annunciata in anteprima sulla testata economica Bloomberg.

Tra i motivi di interesse per Warner Chilcott vi è business dermatologico e quello della salute della donna. Inoltre, dato che le vendite di Warner Chilcott sono per il 90% concentrate sul territorio americano, l’alleanza con Actavis potrebbe espandere le vendite di questi farmaci in Europa e altri Pesi al di fuori degli Usa. Non ultime, dietro questa possibile acquisizione vi sarebbero anche ragioni fiscali legate alla domiciliazione della società in Irlanda, paese dove per le società la tassazione è molto ridotta.

Negli ultimi mesi, le azioni di Warner Chilcott sono cresciute di oltre il 20%, a seguito di voci circa la possibile vendita della società: adesso Warner in borsa vale circa $4,5 miliardi, e secondo gli analisti le due società potrebbero mettersi d’accordo su un prezzo di $22 per azione, pari a una valutazione complessiva di $5,5 miliardi.

La notizia arriva circa due settimane dopo che era circolata la notizia di una possibile fusione fra la stessa Actavis e la canadese Valeant Pharmaceuticals, informazione poi  rientrata.

L’alleanza fra Actavis e Warner Chilcott sembra abbastanza plausibile, visto che quest’ultima già un anno fa aveva comunicato l’intenzione di cercare alternative strategiche, compresa la vendita della società.

Warner Chilcott, che è una società a carattere commerciale e non un’azienda basata sulla ricerca, sta subendo un calo delle vendite, che nell’ultimo trimestre sono scese del 13%  ($593 mln), mentre i profitti netti sono stabili a $113 mln. E’ in calo Asacol (mesalamine), farmaco per la colite ulcerosa, le cui vendite ne room trimestre sono scese del 27% ($204 mln). Le vendite di Actonel (risedronato) sono scese del 24% a causa della competizione dei prodotti generici.

Un paio di anni fa, l’azienda decise di chiudere tutte le filiali europee, compresa quella italiana, proprio in corrispondenza dell’annuncio della genericazione del risedronato.   Nell' ottobre 2009 Warner Chilcott aveva acquistato Procter Pharma, ramo farmaceutico del colosso Procter & Gamble. Ma dopo appena un anno e mezzo la stessa azienda aveva cambiato idea e ha avviato la procedura per la «ristrutturazione». Tradotto: tutti a casa, i 500 dipendenti in Europa e i 151 italiani (amministrativi e informatori scientifici).

Nonostante le vendite di Warner non siamo proprio brillanti, evidentemente, ad Actavis l'azienda fa gola lo stesso. Qualche analista ipotizza anche che l’acquisizione di Warner Chilcott potrebbe essere una mossa difensiva di Actavis per premunirsi di fronte al possibile ritorno di Valeant.  Forse è una triangolazione di business del quale avremo presto i contorni più precisi.