Lo avevano lasciato intendere qualche giorno fa e adesso è cosa fatta. Actavis, terzo produttore al mondo di farmaci generici, ha acquisito Warner Chilcott attraverso uno scambio azionario del valore di circa  $8,5 miliardi. La nuova società avrà un giro di affari complessivo di circa 11 miliardi di dollari, di cui un quarto deriverà da farmaci specialistici portati in dote da Warner Chilcott.

Gli azionisti di Warner Chilcott riceveranno 0,160 azioni della nuova società per ogni azione da essi posseduta, pari a circa $20,08 dollari per ogni loro azione, calcolati sulla base dell’ultimo prezzo di borsa di Actavis m($125,50 per azione). Al termine dello scambio azionari, gli attuali azionisti di Warner Chilcott avranno circa il 23% della nuova società.

Tra i motivi di interesse per Warner Chilcott vi è business dermatologico e quello della salute della donna. Inoltre, dato che le vendite di Warner Chilcott sono per il 90% concentrate sul territorio americano, l’alleanza con Actavis potrà espandere le vendite di questi farmaci in Europa e altri Pesi al di fuori degli Usa. Non ultime, dietro questa acquisizione vi sarebbero anche ragioni fiscali legate alla domiciliazione della società in Irlanda, paese dove per le società la tassazione è molto ridotta: le tasse pagate sui profitti passerebbero dal 28% al 17%. Qualche analista ipotizza anche che l’acquisizione di Warner Chilcott potrebbe essere una mossa difensiva di Actavis per impedire che altre società la potessero comperare. 

La notizia arriva circa due settimane dopo che era circolata la notizia di una possibile fusione fra la stessa Actavis e la canadese Valeant Pharmaceuticals, informazione poi  rientrata. Anche Novartis sembrava voler far parte della partita per comperarsi Actavis ma quest’ultima ha battuto tutti sul filo di lana ed oggi è una società molto più grande di prima e più difficilmente oggetto di take over.

L’attuale Actavis era nata nell’aprile 29012, quando l’americana Watson, società di primo piano nella produzione di farmaci generici, aveva siglato un accordo definitivo del valore di 5,72 miliardi di dollari per l’acquisizione dell’islandese Actavis, dando vita al terzo gruppo mondiale nel settore dei generici, dopo Teva e Sandoz.

Warner Chilcott è una società a carattere commerciale e non un’azienda basata sulla ricerca. L'azienda sta subendo un calo delle vendite, che nell’ultimo trimestre sono scese del 13%  ($593 mln), mentre i profitti netti sono stabili a $113 mln. E’ in calo Asacol (mesalamine), farmaco per la colite ulcerosa, le cui vendite ne room trimestre sono scese del 27% ($204 mln). Le vendite di Actonel (risedronato) sono scese del 24% a causa della competizione dei prodotti generici.

Un paio di anni fa, Warner Chilcott decise di chiudere tutte le filiali europee, compresa quella italiana, proprio in corrispondenza dell’annuncio della genericazione del risedronato.  Nell' ottobre 2009 Warner Chilcott aveva acquistato Procter Pharma, ramo farmaceutico del colosso Procter & Gamble. Ma dopo appena un anno e mezzo la stessa azienda aveva cambiato idea e ha avviato la procedura per la «ristrutturazione». Tradotto: tutti a casa, i 500 dipendenti in Europa e i 151 italiani (amministrativi e informatori scientifici). Sarà per loro scarso motivo di soddisfazione sapere che la loro precedente società è stata oggetto di una fusione.