Secondo un'indiscrezione pubblicata dall'agenzia Reuters, la vendita di Actavis, uno dei più grandi produttori mondiali di farmaci generici, è stata rimandata a causa del disaccordo sul prezzo di vendita.
Nel 2007 la società islandese era stata acquistata dal miliardario Bjorgolfur Thor Bjorgolfsson, attraverso la società di investimenti Novator. A causa della grave crisi economica che ha colpito l'Islanda in maniera particolare, la società è stata messa in vendita e il proprietario pensava di ricavarne una somma di circa 5 miliardi di euro, pari a circa 10 volte l'EBITDA (profitti prima degli interessi, delle tasse e degli ammortamenti) previsto per il 2009 (la società non è quotata in borsa e i dati finanziari non sono pubblici).

La scarsità di credito però si sta facendo sentire e inoltre alcuni potenziali acquirenti come Pfizer e Merck and Co. hanno già ipotecato i flussi di cassa dei prossimi anni nei merger con Wyeth e Schering-Plough.
Tra i pretendenti vi sarebbero anche Watson Pharmaceuticals e la tedesca Stada Arzneimittel AG. Quest'ultima ha però già fatto sapere di non poter finanziare l'accordo. Teva e Sandoz si sono fatte da parte e non vi sono molte società in giro in grado di spendere tutti questi soldi.
Morale, di soldi in giro ce ne sono pochi e a questo prezzo nessuno sembra disposto a comprarsi Actavis.

Novator, la società finanziaria che detiene il controllo di Actavis  ha però urgente bisogno di capitali, anche perché per l'acquisto di Actavis si era indebitata per 4 miliardi di euro con Deutsche Bank.
Actavis è presente in 40 paesi e occupa circa 10mila persone. L'azienda continua a investire e ha appena annunciato l'intenzione di investire circa 60 milioni di euro in due nuovi laboratori nello proprio stabilimento situato nella città  bulgara di Dupnitsa. La capacità  dei nuovi laboratori sarà  di 5 miliardi di pillole ogni anno. Inoltre, dopo un lungo contenzioso con Novartis, pochi giorni fa Actavis ha lanciato in UK e Olanda la fluvastatina generica.