Addio al marchio Medimmune, vittima della riorganizzazione di AstraZeneca

Dopo 30 anni di vita il marchio MedImmune cesserą di esistere. AstraZeneca ha deciso di ritirarlo come parte dei cambiamenti organizzativi intesi a rafforzare la propria attivitą di ricerca e sviluppo e gli sforzi commerciali.

Dopo 30 anni di vita il marchio MedImmune cesserà di esistere. AstraZeneca ha deciso di ritirarlo come parte dei cambiamenti organizzativi intesi a rafforzare la propria attività di ricerca e sviluppo e gli sforzi commerciali.

La big pharma britannica, che sta costruendo le nuove strutture aziendali e di ricerca presso il Cambridge Medical Campus, a gennaio aveva annunciato una serie di cambiamenti organizzativi a sostegno dell’innovazione scientifica e del successo commerciale che avrebbero favorito l’ingresso della compagnia in una nuova fase del suo sviluppo strategico.

La riorganizzazione della ricerca e sviluppo porterà infatti a due dipartimenti focalizzati su specifiche aree terapeutiche: un'unità biofarmaceutica svilupperà i farmaci cardiovascolari, respiratori, renali e per il metabolismo, mentre un'unità oncologica porterà avanti le terapie antitumorali.

Addio a un marchio storico
Fondata nel 1988, MedImmune si è affermata come leader biotech nei successivi 15 anni insieme a Genentech e Genzyme. AstraZeneca l’aveva acquisita nel 2007 per la cifra di $ 15,6 miliardi e in essa ha integrato un’altra azienda acquisita bel 2006, la biotech Cambridge Antibody Technology (CAT), per creare un braccio di ricerca e sviluppo biologico.

Attualmente, MedImmune ha 120 progetti di ricerca in corso e candidati farmaci che rappresentano quasi la metà del portafoglio di ricerca e sviluppo di AstraZeneca.

In una dichiarazione, AstraZeneca ha osservato che «anche se il nome e il logo di MedImmune non saranno più utilizzati, rimane un orgoglioso retaggio dell'innovazione scientifica, così come la cultura imprenditoriale che ha rappresentato nei suoi trent'anni di storia». Aggiungendo che «oggi quasi la metà della nostra pipeline è costituita da prodotti biologici, che daranno slancio alle nuove unità di ricerca e sviluppo per continuare a scoprire e sviluppare trattamenti in un'organizzazione completamente integrata».

Una riorganizzazione per ottimizzare la crescita
Negli ultimi anni AstraZeneca ha faticato a mantenere lo stesso livello di crescita di altre grandi compagnie farmaceutiche, pagando la perdita della copertura brevettuale su farmaci chiave come la rosuvastatina per il controllo del colesterolo.

Nel 2018 le vendite hanno ripreso a crescere, facendo registrare un +4% rispetto al 2017, secondo i dati del quarto trimestre presentati nei giorni scorsi, e le previsioni per il 2019 sono incoraggianti.

Per migliorare i risultati, la compagnia sta lavorando per ottimizzare l’allocazione delle risorse. Ha riorganizzato il business per supportare alcune aree chiave come l'oncologia e le malattie respiratorie e ha venduto le attività non strategiche. La rinuncia al marchio MedImmune è l'ultimo passo di questa ristrutturazione, anche se l’azienda ha rimarcato che le collaborazioni e le partnership esterne di MedImmune continueranno anche dopo il ritiro del marchio.

Nonostante l’abbandono del marchio, diversi farmaci sviluppati da MedImmune saranno fondamentali la futura crescita di AstraZeneca, come l'inibitore di PD-L1 durvalumab e la terapia biologica per l'asma benralizumab, che nel 2018 hanno realizzato rispettivamente 633 e 297 milioni di dollari.

Altri farmaci da cui ci aspetta una crescita nei prossimi dodici mesi, già forti di un raddoppio di vendite nel 2018 rispetto all’anno precedente, sono osimertinib per il carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) con mutazione di EGFR e olaparib per il carcinoma ovarico