Affare Takeda-Shire, in vista ridimensionamento della ricerca e sviluppo

Christophe Weber, CEO della giapponese Takeda, adesso deve pensare a come riorganizzare la compagnia farmaceutica che si Ŕ indebitata per oltre 30 miliardi di dollari per acquisire Shire. A fare le spese dei tagli sarÓ sicuramente la ricerca e sviluppo che dovrÓ essere riorganizzata, ma senza distruggere la linfa vitale dell'innovazione futura.

Dopo l’entusiasmo per aver raggiunto l’obiettivo di diventare una delle prime dieci aziende farmaceutiche del mondo, adesso per Christophe Weber, CEO della giapponese Takeda, è il momento di pensare a come riorganizzare la compagnia  farmaceutica che deve gestire l’onerosa acquisizione di Shire pagata ben 62 miliardi di dollari. Per concludere l’affare, oltre a cedere circa metà dell’azienda ai vecchi azionisti di Shire, Takeda si è indebitata per oltre 30 miliardi di dollari, una cifra enorme che va rapidamente ridotta.

Da quel che si legge sui siti specializzati del sttore farmaceutico, a fare le spese dei tagli sarà sicuramente la ricerca e sviluppo che dovrà essere riorganizzata, ma senza distruggere la linfa vitale dell'innovazione futura.

Weber ha detto in un'intervista che la sua ricetta per una fusione senza intoppi è la pianificazione, la velocità e l'attenzione chirurgica nell’eliminare i farmaci sperimentali che non offrono un elevato livello di innovazione oramai richiesto da assicurazioni e governi a corto di denaro.

«È davvero importante non sprecare risorse su progetti poco innovativi. Quando si combinano due pipeline si può essere più rigorosi», ha dichiarato il manager di origini francesi in un incontro con investitori e analisti.

Secondo le parole di Weber, la strategia di Takeda non prevede di dismettere alcuni settori per trasformarli in società biotech separate in cui mantenere un interesse, come già successo in passato in situazioni simili.

Ridimensionamento della struttura di ricerca
L’acquisizione di Shire ha trasformato Takeda da attore farmaceutico di medio livello a una delle maggiori aziende a livello mondiale, insieme a compagnie del calibro di Novartis e Pfizer.
Il nuovo gruppo sarà focalizzato su gastroenterologia, neuroscienza, oncologia, malattie rare e terapie derivate dal sangue.

Rispetto ad altri merger di alto rilievo, Weber ritiene un grosso vantaggio il fatto che Shire si sia concentrata sullo sviluppo di farmaci in fase avanzata, piuttosto che sulla ricerca di base, e questo implica che non ci sia un grande centro di ricerca da chiudere. «Penso che sarà molto meno dirompente rispetto alle classiche fusioni/acquisizioni, a causa dell’organizzazione della ricerca messa in atto da Shire», ha detto.

«Stanno tagliando in profondità nella ricerca e sviluppo e non è chiaro se la quantità di denaro che stanno risparmiando sarà benefica o dannosa», ha commentato John Rountree, partner della società di consulenza strategica farmaceutica Novasecta. «L'unione di ricerca e sviluppo non è mai facile. Ci saranno licenziamenti e questo creerà incertezza e sconvolgimenti e, a volte, i migliori talenti se ne vanno ».

Nell'ultimo anno, Takeda ha speso circa $ 2,85 mld per la ricerca. Parallelamente, nel 2017 Shire ha investito $1,7mld per sviluppare nuovi farmaci. L’obiettivo pare sia quello di tagliare circa $ 600 mln. da queste spese.

Weber ha in programma di ridurre del 6-7 percento l’attuale forza lavoro che adesso conta 52mila unità. La ricerca e sviluppo dovrebbe subire poco meno di un terzo di questi tagli. Weber è conscio del rischio di perdere le figure chiave della ricerca aziendale, e il suo team sta lavorando a un programma di fidelizzazione del personale.

In cerca di finanziamenti
Molti investitori hanno reagito in modo tiepido all’acquisizione, per via del debito assunto da Takeda e dell'incertezza su come convertire un prestito ponte da 31 miliardi di dollari in un finanziamento a lungo termine.

L’azienda ha promesso di ridurre il debito netto del nuovo gruppo a due volte l'EBITDA entro tre-cinque anni, dall’attuale 4-5 volte nel momento della chiusura dell’accordo.

L'ingresso di investitori strategici potrebbe contribuire a mitigare le preoccupazioni di alcuni analisti, sulla falsariga del recente accordo di Bayer per raccogliere $ 3,7 mld a supporto dell’acquisizione programmata di Monsanto, grazie alla cessione di una quota alla società di investimenti Singapore Temasek.

«Ci sono molteplici possibilità di investitori a lungo termine, come fondi governativi o altri», ha detto Weber. «Un investitore a lungo termine, strategico e stabile, sarebbe fantastico per noi».