Al via fusione Shire - Baxalta, nasce il primo gruppo al mondo nelle malattie rare. In Italia due stabilimenti produttivi

Oggi Shire ha portato a termine la fusione con Baxalta, creando il gruppo leader a livello mondiale nel campo malattie rare e altre patologie altamente specialistiche. Per fare sua l'azienda americana Shire aveva sborsato $32 miliardi. Adesso Shire pu˛ contare su 22mila dipendenti e una presenza in pi˙ di 100 paesi. Baxalta diventa una sussidiaria indiretta interamente posseduta di Shire.

Oggi Shire ha portato a termine la fusione con Baxalta, creando il gruppo leader a livello mondiale nel campo malattie rare e altre patologie altamente specialistiche. Per fare sua l’azienda americana Shire aveva sborsato $32 miliardi.

Adesso Shire può contare su 22mila dipendenti e una presenza in piú di 100 paesi. Baxalta diventa una sussidiaria indiretta interamente posseduta di Shire.

Gli azionisti di Baxalta riceveranno un mix di 18,00 $ in denaro e 0,1482 ADS di Shire per ogni azione Baxalta (o 0,4446 di azione ordinaria Shire se l'azionista ha espresso la volontà di ricevere azioni ordinarie);
Shire offre garanzia piena e incondizionata per gli obblighi assunti da Baxalta verso i detentori di obbligazioni convertibili in corso di validità Baxalta.

Attraverso la combinazione, Shire prevede di realizzare una crescita annua a doppia cifra, con oltre 20 miliardi di fatturato annuo previsti entro il 2020 e circa il 65% di fatturato annuo totale generato già da oggi dalla sua linea per le malattie rare. Shire ora ha oltre 50 programmi in sviluppo clinico, con un mix equilibrato di progetti a stadio iniziale, intermedio e avanzato.

Il CEO di Shire Flemming Ornskov, commenta: "Compiuta la combinazione con Baxalta, Shire diventa leader globale nelle malattie rare, sia per fatturato sia per pipeline.  Con i nostri vari marchi di alto valore, ognuno con prodotti d'eccellenza e un robusto portfolio, estendiamo ulteriormente le nostre capacità di produrre innovazione e crescita sostenibile, mantenendo i pazienti al centro di tutto quello che facciamo."

Si prevede che la struttura operativa dell'azienda combinata generi sinergie di costi operativi annui di almeno 500 milioni di USD nei primi 3 anni post chiusura. Inoltre Shire prevede di generare altre sinergie di entrate e un'aliquota d'imposta effettiva combinata non GAAP del 16-17% entro il 2017. Si prevede che la combinazione sia accrescitiva degli utili per azione diluiti non GAAP nel 2017, il primo anno di calendario di possesso e oltre, con un buon ritorno sul capitale investito che nel 2020 sarà superiore al costo del capitale di Shire.

Le due aziende che si fondono hanno dimensioni molto diverse: Shire ha 5.500 dipendenti, Baxalta ne ha 17mila. E’ facile pensare che ci potranno essere delle cosiddette “sinergie” ovvero un ridimensionamento del personale. Nel corso di una conferenza con gli analisti svoltasi lo scorso 29 aprile, Ornskov aveva detto che in cima alle sue priorità ci sono le persone che lavorano nella parte commerciale della società. A seguire, chi opera nella produzione, area in cui Baxalta porta personale di prim’ordine impegnato nella produzione di farmaci biologici. Per ultima, rimane l’area di ricerca e sviluppo dove sembra di capire che l’organizzazione verrà rivista nell’ottica di mantenere le risorse necessarie ai progetti prioritari.

Cosa porta in dote Baxalta

Baxalta è l’attuale leader del mercato mondiale dell’emofilia, stimato in circa $9miliardi, dei quali l’azienda americana detiene quasi il 40%. I sui prodotti leader sono Advate (emofilia A) e Rixubis (emofilia B). Il fatturato dei farmaci antiemofilia nel 2015 è stato pari a $3,6 miliardi (-3%) che comprende anche i ricavi dei farmaci utilizzati in presenza di inibitori (anticorpi anti fattore VIII e IX).

Recentemente, in Usa  l’azienda ha lanciato Adynovate (fattore VIII long acting). Gli altri competitor nel mercato dell’emofilia sono Pfizer, Bayer, Biogen e Novo, tutti impegnati a lanciare i fattori VIII e IX long acting che richiedono meno somministrazioni e sono dunque più graditi al paziente.

La pipeline di Baxalta comprende anche due terapia geniche, BAX 335 e BAX 888. BAX 335 è una terapia genica basata su un vettore adeno virale (AAV8, adeno-associated virus 8). Attualmente sono in corso studi di fase I e II e l’azienda prevede di metterlo in commercio nel 2020. BAX 888 entrerà in clinica, cioè verrà studiato sull’uomo, nel corso del 2016 e l’azienda prevede possa essere messo in commercio nel 2023.

In questa area di ricerca, Baxalta è in competizione con Biomarin, che sta a sua volta sviluppando una terapia genica (BMN 270) per la quale sembra imminente l’inizio della fase III.

Oltre alla parte emofilia, Baxalta è impegnata nell’area delle terapie immuno sostitutive per le immunodeficienze primarie e acquisite. Questo settore è in crescita e nel 2015 ha generato un fatturato di $2,4 miliardi (+9%). L’azienda sta realizzando un nuovo stabilimento produttivo situato a Covington, Georgia.

Baxalta è presente anche in oncologia, dove per $900 milioni ha recentemente acquisito una serie di farmaci da SigmaTau, dei quali il principale è Oncospar (leucemia linfoblastica acuta).Su questo farmaco, che adesso fattura circa $100 milioni, l’azienda ripone gradi aspettative di crescita.

La presenza in Italia
Nel nostro Paese, Shire ha un'importante presenza: due stabilimenti produttivi, a Rieti e Pisa, una filiale commerciale a Roma e una a Milano.

Lo stabilimento di Rieti è un sito di frazionamento del plasma, dedicato alla produzione di emoderivati, nella forma di intermedi, quali immunoglobuline, albumina e fattori di coagulazione.



La forza lavoro di oltre 350 dipendenti, qualificati grazie a continui corsi di aggiornamento e perfezionamento, e i volumi di produzione si sono più che triplicati in meno di 10 anni a seguito di rilevanti investimenti. Per volume di plasma trattato e per gli elevati standard tecnologici è considerato tra le migliori realtà produttive europee nel campo del frazionamento di emoderivati.

Ad aprile 2015 un Decreto Ministeriale del Ministero della Salute ha aggiunto Rieti all’elenco dei centri per il frazionamento e la produzione di emoderivati autorizzati alla stipula di convenzioni con le regioni, con la formula del cosiddetto contract manufacturing.

Nello stabilimento di Pisa è invece concentrata la produzione di albumina umana, successiva al frazionamento che viene effettuato in impianti come quelli di Rieti. Qui vengono espletate le fasi di riempimento sterile e inattivazione virale.
Ai due siti produttivi, si aggiungono appunto le sedi di Roma e Milano, cui fanno riferimento le strutture commerciali e tutte le funzioni di supporto.