Allarme Farmindustria, 6-7 aziende a rischio per ripiano spesa ospedaliera

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Ci sono almeno ''6-7 aziende'' a rischio ''chiusura'' a causa dell'obbligo del ripiano dello sforamento del tetto per la spesa farmaceutica ospedaliera. Aziende che potrebbero dover pagare ''fino a 50-60 milioni a testa'', cifre impossibili da reperire.

E' l'allarme lanciato dal presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, nel corso dell'audizione in commissione Sanità del Senato, chiedendo anche che si riunisca al più presto il tavolo sulla farmaceutica che dovrà affrontare per prima questa vicenda che rappresenta ''la priorità delle priorità''.

''Nel mercato ospedaliero - ha spiegato il manager italiano- le aziende sono poche, e sono aziende che fanno ricerca, che producono ad esempio i farmaci antitumorali''. E che adesso, ''pur non essendo pagate'', perché i tempi dei pagamenti ''arrivano anche a punte 700 giorni di ritardo'' ora si trovano a dover ripianare lo sforamento del tetto fissato ''al 3,5% pur sapendo che era insufficiente, visto che la spesa si aggira attorno al 4%''. E il 'pay-back' si aggira per quest'anno ''sui 400-500 milioni di euro''.

Una delle proposte di Farmindustria per tamponare il problema è quella di pensare a una ''compensazione'' tra il pay-back dovuto dalle aziende alle Regioni e i debiti che le Regioni hanno nei confronti delle stesse: ''In questo modo - spiega - si taglierebbe in un colpo solo, e a costo zero, il 20-25% dei debiti della Pa'' nei confronti dell'industria del farmaco. Scaccabarozzi nel corso dell'audizione ha ribadito la richiesta di arrivare a un ''Patto di stabilità'' per la farmaceutica, insieme alla necessità di ''riportare a livello centrale le competenze sul farmaco'', anche per garantire parità di accesso ''a tutti i cittadini'', costretti spesso per i ritardi degli aggiornamenti dei prontuari regionali ''a emigrare per avere accesso a determinati farmaci, che in alcune Regioni non arrivano mai'' solo ''per questioni di costi''.