Alleanza anticancro fra Bristol-Myers Squibb e Celgene

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Bristol-Myers Squibb e Celgene hanno deciso di testare l’efficacia della combinazione di due farmaci anticancro che agiscono, l’uno sul sistema immunitario,  l’altro come chemio terapico.

Lo studio, un trial di fase I, testerà la combinazione di nivolumab, farmaco sviluppato da Bms che sviluppa la sua azione potenziando la risposta immune del paziente contro la neoplasia., e del nab paclitaxel, farmaco di Celgene.

Il trial partirà nel quarto trimestre del 2014 e sarò condotto da Celgene per valutare l’efficacia della combinazione in diversi tipi di tumore, come quelli della mammella HER negativi, pancreas e cancro de, polmone NSCLC. La speranza delle aziende è che si crei una sinergia tra i due meccanismi di azione portando a una maggiore attività anticancro.

Nivolumab fa parte di una nuova classe di immunoterapici progettati per disattivare una proteina nota come PD-1, o recettore di morte programmata, che agisce come un freno sulla capacità del sistema immunitario di attaccare le cellule tumorali. Utilizzando questo recettore, e la sua cascata di segnale post-recettoriale, una cellula tumorale può impedire l'attivazione delle cellule T e quindi bloccare un passaggio chiave della risposta immunitaria antitumorale.

I nuovi farmaci in sviluppo sono progettati in modo da ripristinare la capacità del sistema immunitario di riconoscere e colpire le  cellule tumorali impedendo il legame tra PD-1 e i suoi due ligandi PD-L1 e PD-L2. Bloccando PD-1, il farmaco permette l’attivazione delle cellule T che colpiscono le cellule tumorali, essenzialmente ‘togliendo il freno’ al sistema immunitario.

Lo scorso mese di luglio,  nivolumab è stato approvato in Giappone e adesso si attende l’approvazione in Usa e in Europa.

Nab paclitaxel (paclitaxel legato all’albumina in nanoparticelle) è un farmaco innovativo che coniuga un principio attivo di efficacia antitumorale comprovata, paclitaxel, con la tecnologia d’avanguardia basata sulle nano particelle.
È infatti il primo paclitaxel biologicamente attivo legato all’albumina in una particella nanometrica, con dimensioni medie di circa 130 nanometri (un nanometro corrisponde in scala 1/100 a una cellula ematica umana), molto simili a quelle delle molecole di albumina presenti nel sangue.

Tale composizione lo rende in grado di superare le problematiche legate alla somministrazione dei taxani (paclitaxel infatti appartiene al gruppo di questi medicinali antitumorali, che rivestono un ruolo centrale nel trattamento del cancro della mammella metastatico). L’albumina potenzia il trasporto attivo di paclitaxel attraverso le cellule endoteliali e facilita il suo accumulo nelle cellule tumorali.

Nab paclitaxel rappresenta un potente farmaco antitumorale in grado di bloccare la proliferazione delle cellule neoplastiche e di rallentare o bloccare temporaneamente la crescita della neoplasia. Inoltre, attraversa più rapidamente le pareti dei vasi sanguigni per raggiungere il tumore.