Eli Lilly & Co. ha deciso di interrompere lo sviluppo di arzoxifene, un farmaco studiato per la terapia dell'osteoporosi e fino a non molto tempo fa uno dei più promettenti della pipeline della multinazionale di Indianapolis. Il lancio del farmaco era inizialmente previsto nel 2010.
La decisione è stata presa dopo la  pubblicazione dei risultati di uno studio di fase III a 5 anni condotto su 9,354 donne con osteoporosi post menopausale, denominato GJAD Generations. Il farmaco non è stato in grado di prevenire le fratture non vertebrali e ha aumentato le vampate di calore e il rischio di trombi.
In sostanza arzoxifene non avrebbe rappresentato un avanzamento nella cura dell'osteoporosi e l'azienda ha preferito bloccarne lo sviluppo.
Oggi per la terapia dell'osteoporosi sono già disponibili farmaci generici dotati di buona efficacia, ad esempio l'alendronato il cui brevetto in Usa è scaduto nel 2008. Un farmaco nuovo deve avere quindi dei vantaggi clinici significativi per essere accettato dal medico e dai payers.

Arzoxifene fa parte di una classe di farmaci nota come modulatori selettivi degli estrogeni (SERMs). Sono molecole in grado di agire come estrogeno agoniste o antagoniste, in quanto possono agire al pari degli estrogeni in alcuni organi e, al contrario, contrastare l'azione degli estrogeni in altri organi. La più nota di questa classe di molecole è il raloxifene (Evista). Sono molti, infatti, gli studi che hanno associato questa molecola alla riduzione di alcuni sintomi da post-menopausa, come l'osteoporosi, il rischio di fratture.