Nei giorni scorsi la quotazione al Nasdaq della società biotecnologica italiana Gentium ha subito alti e bassi per poi infine assestarsi sui valori di partenza, in parte per speculazioni  di borsa e in parte per interpretazioni sui dati appena presentati e relativi al farmaco defibrotide.
Gentium ha comunicato i risultati di uno studio di Fase III condotto con defibrotide, un farmaco studiato per la cura di una malattia rara e  potenzialmente fatale che provoca l'occlusione delle piccole vene che portano sangue al fegato.

Anche se i risultati dimostrano trend positivi a favore dei pazienti trattati con Defibrotide, essi non hanno raggiunto i livelli di significatività predeterminati dal protocollo a 100 giorni per gli end point primari (p< 0.0)  e secondari (p< 0.05).

La società intende proseguire il confronto con la Fda sui prossimi passi necessari per lo sviluppo del farmaco. Gentium punta a presentare i risultati completi degli studi alla conferenza dell'American Society of Hematology di New Orleans, in calendario dal 5 all'8 dicembre.

I quattro principali prodotti della società, nata all'inizio del 2001 da Crinos Industria Farmacobiologica (azienda con più di 50 anni di storia nel settore), sono: defibrotide, eparina, urokinase, sulglicotide, a fronte di un totale di 46 brevetti detenuti. Gentium ha sede a Villa Guardia, in provincia di Como. Presidente e amministratore delegato è Laura Ferro.