Le brutte notizie non arrivano mai da sole. Due giorni fa, AstraZeneca aveva comunicato la decisione di ridurre di 1.600 unità la forza lavoro impiegata nella ricerca. Oggi, a questi tagli se ne aggiungono altri 2.300, questa volta concentrati nelle aree commerciali e amministrative.

Quattromila posti di lavoro in meno, su un totale attuale di 51.700, quindi la forza lavoro verrà ridotta di  quasi l’8%. Un bel taglio non c’è che dire. E’ la ricetta per uscire dalla crisi proposta dal nuovo CEO, Pascal Soriot, giunto pochi mesi fa da Genetech per cercare di rilanciare l’azienda britannica.

Non ci saranno solo tagli nel futuro di AstraZeneca ma la riorganizzazione era evidentemente necessaria per mantenere un equilibrio finanziario di una società che dagli attuali $28 miliardi di fatturato, secondo le stime di un pool  di analisti interpellati da Thomson Reuters, nel 2017 dovrebbe passare a circa $22 miliardi.

L’azienda sta anche cercando di rinvigorire la propria pipeline attraverso accordi esterni.  Come l’ultimo del valore di $240 milioni siglato pochi giorni fa con Moderna Therapeutics.

I tagli attuali comporteranno nel breve termine costi aggiuntivi per $2,3 miliardi soprattutto per gli incentive economici all’esodo delle persone. Ma avranno un beneficio significativo, valutato in $800 milioni ogni anno a partire dal 2016.

La riorganizzazione di questi giorni colpisce un’azienda che negli anni scorsi aveva già subito tagli per circa 10mila persone, tagli che hanno pesantemente colpito anche la filiale italiana.

In futuro, l’azienda si focalizzerà in tre sole aree terapeutiche: oncologia, cardiovascolare e disordini del metabolismo e malattie respiratorie. Ma gli accordi su singole linee di ricerca e la pipeline interna potrebbero non essere sufficienti per superare la patent cliff, cioè il calo del fatturato che si verificherà nei prossimi anni allo scadere, ravvicinato, dei brevetti su tre blockbuster aziendale, Nexium, Seroquel e Crestor.

Gli analisti ritengono che con la propria cassa e la capacità di ricevere finanziamenti esterni, AstraZeneca potrebbe con una certa facilità mettere insieme fino a $20 miliardi per effettuare un’acquisizione di medio calibro. Nelle settimane scorse, erano girate le voci di un interesse di Astra per la britannica Shire.

Per ora Seriot ha usato la mano pesante nei tagli. Vedremo come saprà creare un futuro di sviluppo per AstraZeneca, opera ben più complessa da attuare.