Amylin Pharmaceuticals ha diramato un comunicato in cui spiega le differenze tra il proprio farmaco antidiabetico, exenatide, e quello messo a punto da Novo Nordisk, liraglutide. Come è noto, quest'ultimo ha avuto un giudizio contrastato da parte degli esperti dell'Fda chiamati a una valutazione preliminare e non è certo che possa essere approvato dall'agenzia americana. 
I ricercatori di Amylin hanno puntualizzato che le due molecole sono diverse e che per exenatide non vi è rischio di insorgenza di tumori alla tiroide tranne un effetto limitato ai ratti e a dosi molto elevate di farmaco.

L'azienda ha anche affermato di essere in linea con la tempistica prevista per l'approvazione della versione a lunga durata di azione di exenatide, denominate LAR, che prevede una sola somministrazione la settimana anziché le due ogni giorno della formulazione attualmente in commercio. Il dossier di Byetta LAR dovrebbe essere depositato entro la fine del mese di giugno. Gli analisti prevedono che il lancio della nuova formulazione LAR, su cui Amylin punta molto, non potrà avvenire prima del 2011, forse persino nel 2012.

Le azioni di Amylin hanno fortemente risentito della polemica sorta su liraglutide e la scorsa settimana l'azienda ha perso 1,7 miliardi di capitalizzazione, pari al 19% del suo valore. Negli ultimi 12 mesi la perdita del valore azionario è del 72%. Il declino è conseguente anche alla preoccupazione sui rischi di pancreatite, un effetto collaterale verificatosi in pazienti che assumevano il farmaco.

Nonostante le rassicurazioni aziendali, gli ultimi dati resi disponibili da IMS Health indicano per il mese di marzo un declino delle prescrizioni di Byetta del 14% rispetto a un anno fa. Lo scorso anno il farmaco ha fatto registrare vendite per 680 milioni di dollari.
Non è improbabile che tra i nuovi antidiabetici possano trovare maggior spazio gli inibitori del DDO-4, tra cui Januvia e Onglyza, che ha recentemente ricevuto un giudizio favorevole dagli esperti dell'Fda.