Anche le aziende farmaceutiche possono fallire. Ne è un esempio Savient Pharmaceuticals, piccola biotech americana che ha dovuto portare i libri contabili in tribunale utilizzando il cosiddetto “Chapter 11” una procedura che fa parte della legge fallimentare statunitense e che permette alle imprese che lo utilizzano una ristrutturazione a seguito di un grave dissesto finanziario.

I guai dell’azienda derivano dalle scarse perfomance di vendite registrate dall’antigotta pegloticae, posto in vendita con il marchio Krystexxa.

Il farmaco è stato approvato dall’Fda nel 2010 e dall’Ema solo nell’agosto del 2013. Nel corso dell’intero 2012 le vendite del farmaco sono state di appena 18 milioni di dollari, del tuto insufficienti per mantenere operativa l’azienda. Le perdite del 2012 sono infatti ammontate a 119 milioni

Pegloticase è indicato per la terapia di pazienti affetti da forme di gotta difficili da trattare con il tradizionale allopurinolo o in cui questo farmaco non sia tollerato o sia controindicato. Secondo l'azienda si tratterebbe di circa 50mila americani. Pegloticase deve essere somministrato per infusione venosa ogni 2-4 settimane.

Pegloticase è una formulazione pegilata di una versione modificata della urato ossidasi, enzima noto anche come uricasi che converte l'acido urico in una forma altamente solubile e quindi facilmente eliminabile. Più precisamente, la urato ossidasi è un enzima attivo nel catabolismo delle purine. Catalizza l'ossidazione dell'acido urico a 5-idrossiurato. Il prodotto della reazione è instabile e si trasforma spontaneamente in allantoina.

Le prospettive iniziali a seguito dell’approvazione del farmaco erano state molto positive e qualche analista si era spinto a ipotizzare che Savient potesse valere fino a 1,7 miliardi di dollari. Le vendite del farmaco però non sono mai decollate e adesso è arrivato il redde rationem.