Non si fermano le mire espansionistiche di Aspen Pharmacare, la più grande azienda farmaceutica africana. Dopo aver iniziato una trattativa con Glaxo per l’acquisizione dei business di farmaci antitrombotici (Arixtra e Fraxiparine/Fraxodi), che il colosso britannico vorrebbe cedere, adesso Aspen ha siglato un accordo con l’americana Merck and Co per l’acquisizione di uno stabilimento e di una decina di farmaci evidentemente giudicato non strategici dalla società veditrice.

L’accordo, del valore di circa $1 miliardo, incrementerà la presenza di Aspen in Europa, America Latina e Asia. Lo stabilimento che verrà ceduto si trova in Olanda e produce principi attivi farmaceutici, gli active pharmaceutical ingredient (API).

I farmaci oggetto della transazione sono 11 in tutto e comprendono una serie di farmaci del listino Organon, società acquisita alcuni anni fa da Schering Plough e poi confluiti in Merck, come  Ovestin, Sustanon, Metrigen, e Durabolin e altri ancora per la cura dell’ipertiroidismo, e alcuni contraccettivi orali. Si tratta di farmaci che mantengono una loro validità, pur non essendo di recente immissione on commercio. Per una grande azienda come Merck, gestirli non è semplice e spesso questo tipo dio prodotti è condannato a un inevitabile declino. Per una società più piccola, invece, può essere conveniente continuare a promuoverli e prolungarne il ciclo di vita.

Per diventare definitivo, l’accordo dovrà ricevere l’approvazione di diverse autorità antitrust e della South African Reserve Bank.