Astellas Pharma e la biotech americana Ambrx hanno siglato un accordo di collaborazione per lo sviluppo di anticorpi coniugati a farmaci per il trattamento del cancro.

In base all’accordo, Ambrix utilizzerà le proprie tecnologie per produrre anticorpi coniugati a chemioterapici che verranno sviluppati e commercializzati da Astellas. La biotech americana riceverà dalla società giapponese una somma immediata pari a 15 milioni di dollari più altri possibili 285 milioni al raggiungimento di determinate milestones di ricerca, sviluppo e regolatorie e royalty sulle vendite. 

Ambrx ha sede a La Jolla, nelle vicinanze di San Diego, in California. Fondata nel 2003, l’azienda californiana ha sempre avuto un cash-flow positivo, grazie ad accordi stipulati con Merck, Pfizer, Bristol-Myers Squibb, e la tedesca Merck KGaA.

Ma perché tanto interesse per la tecnologia sviluppata da Ambrx? Perché essa sembra abbia caratteristiche di grande precisione e possa consentire il legame tra l’anticorpo e l’esatta quantità di farmaco necessaria per combattere la malattia, tumorale e non. Legare la giusta quantità di farmaco è importante per garantire efficacia e sicurezza della terapia. Grazie all’utilizzo di un linker stabile, il farmaco rimane quasi completamente intatto all’esterno della cellula tumorale, mantenendo inattivo l’agente citotossico fino all’ingresso nella cellula tumorale, minimizzando così l’esposizione delle cellule normali alla chemioterapia.