Alla fine ce l'ha fatta. Dopo un tira e molla durato diversi mesi, Astellas, la seconda azienda farmaceutica giapponese, ha concluso l'acquisizione della biotech americana OSI Pharma. Il management di entrambe le aziende ha unanimemente approvato l'acquisizione.

Astellas dovrà sborsare 4 miliardi di dollari, circa 500 milioni in più di quanto aveva offerto inizialmente, ma potrà così entrare in possesso dell'anticancro Tarceva (che deve però condividere con Roche) e di una pipeline molto promettente. Inoltre, grazie ad OSI, Astellas potrà migliorare la sua presenza in oncologia, una delle aree terapeutiche sulle quali punta il proprio sviluppo futuro e che dovrà servire per contrastare la scadenza del brevetto di alcuni farmaci dell'attuale listino, tra i quali l'antirigetto Prograf.

Astellas pagherà 57,50 dollari per azione, circa il 10% in più dei 52 dollari offerti inizialmente. L'offerta finale corrisponde a un premium price del 55% rispetto al valore di borsa della società dello scorso 1 marzo, quando fu lanciata l'offerta ostile da parte di Astellas.
Per Astellas si trattava del secondo tentativo di acquisire una società americana in quanto lo scorso anno non era riuscita ad entrare in possesso di CV Therapeutics, poi finita tra le mani di Gilead.

OSI Pharmaceuticals è una società biotech focalizzata sulla ricerca e sviluppo e commercializzazione di farmaci per la cura di patologie oncologiche e del diabete.
Il prodotto di punta è erlotinib (Tarceva), una piccola molecola che inibisce l'epidermal growth factor receptor indicata nel carcinoma polmonare non a piccole cellule e nel carcinoma pancreatico. Recentemente, l'Fda ha approvato  l'impiego di erlotinib quale prima linea di mantenimento per i pazienti con tumore al polmone non a piccole cellule localmente avanzato o metastatico.

Nel 2009 OSI ha registrato fatturato di 428 milioni di dollari, in crescita del 13% sull'anno precedente quando le vendite erano state di $379 milioni.
Il giro d'affari di OSI si deve per l'84% a Tarceva, farmaco per il quale l'azienda detiene la metà dei profitti generati in Usa, dove il farmaco è commercializzato congiuntamente da OSI e Roche, e riceve royalties pari al 21% delle vendite nel resto del mondo, dove la commercializzazione è affidata a Roche. 
Nell'ultimo trimestre del 2009 le vendite di Tarceva sono state pari a 333 milioni di dollari e 1,2 miliardi è il fatturato complessivo del 2009, con una crescita del 7% sull'anno precedente.

OSI ha una pipeline molto interessante che comprende diversi altri farmaci, sviluppati soprattutto per la cura dei tumori. La società ha sede nello stato di New York e occupa circa 500 persone.