Astellas, alt allo sviluppo dell'anticoagulante darexaban

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La multinazionale giapponese Astellas ha reso noto di aver deciso di interrompere lo sviluppo dell’anticoagulante orale darexaban, un nuovo inibitore del fattore Xa della coagulazione. La decisione, stando alla dichiarazione dell’azienda, tra origine dalla forte competizione che già esiste in questa nuova categoria di farmaci, che annovera prodotti a forte contenuto innovativo e in fase di sviluppo molto più avanzata o già in commercio. Parliamo di dabigatram, rivaroxaban, apixaban ed edoxaban. Anche Merck aveva preso una analoga decisone quando, qualche mese fa aveva interrotto lo sviluppo di betrixaban.

Astellas stava sviluppando il farmaco in tutte le indicazioni più importanti per questa categoria di prodotti, ovvero la prevenzione del tromboembolismo venosi dopo interventi per impianto di protesi d’anca o ginocchio, la prevenzione dello stroke in pazienti con fibrillazione atriale e la prevenzione degli eventi ischemici nella sindrome coronarica acuta.

Lo scorso mese di febbraio, Astellas aveva ritirato la domanda di registrazione presentata alle autorità giapponesi che avevano richiesto più dati per poter valutare il farmaco nella prevenzione del tornboembolismo venoso in interventi di chirurgia per la protesizzazione d’anca o ginocchio.

Uno studio di fase II, denominato RUBY-1, presentato poche settimane fa in occasione del congresso della European Society of Cardiology aveva mostrato che il nuovo inibitore del fattore Xa della coagulazione aumentava di circa 2-4 volte l’incidenza di sanguinamenti quando aggiunto alla terapia antiaggregante standard in pazienti con sindrome coronarica acuta.

L’azienda ha cercato invano un partner per completarne lo sviluppo di fase, III, molto costoso visti i grandi numeri che occorre produrre per essere credibili in questa area terapeutica e adesso ha deciso di abbandonare il campo.


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