AstraZeneca, alt allo sviluppo di motavizumab

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AstraZeneca ha deciso di interrompere lo sviluppo di motavizumab, un  anticorpo monoclonale non ancora in commercio studiato per la profilassi dei bambini ad alto rischio di complicanze per le infezioni da virus respiratorio sinciziale (RSV), come ad esempio i nati prematuri.

Questa decisione costerà all'azienda 445 milioni di dollari che verranno conteggiati nel quarto trimestre. AstraZeneca precisa che tale mossa non avrà nessun impatto sulla guidance del gruppo per l'intero 2010.

L'azienda ripone ancora fiducia nel farmaco che rimane in sviluppo per altre indicazioni correlate al trattamento delle infezioni da RSV.

La decisione di AstraZeneca non giunge del tutto inaspoettata. Lo scorso mese di agosto l'azienda aveva ricevuto dall'Fda un "complete response letter" nella quale erano motivate le ragioni del rifiuto dell'approvazione di motavizumab da parte dell'agenzia americana e nella quale veniva chiesta la realizzazione di nuovi studi che fornissero maggiori evidenze cliniche sul rapporto rischio/beneficio del farmaco nella popolazione di soggetti a rischio ai quali esso si rivolge.

Motavizumab avrebbe dovuto essere il superamento di palivizumab (Synagis), un farmaco già in commercio e sempre di AstraZeneca.  Palivizumab, che lo scorso anno ha registrato un fatturato di 1,1 miliardi di dollari, è stato approvato in Usa nel 1998 e trova indicazione nella prevenzione di gravi affezioni del tratto respiratorio inferiore che richiedono ospedalizzazione, provocate da RSV nei bambini nati con età gestazionale uguale o inferiore alle 35 settimane e con età inferiore ai 6 mesi al momento dell'inizio dell'epidemia stagionale da RSV, o nei bambini di età inferiore ai 2 anni che sono stati trattati per displasia broncopolmonare negli ultimi 6 mesi.

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