AstraZeneca ha annunciato di voler ampliare i rapporti con il mondo accademico britannico in base a un nuovo modello di ricerca e sviluppo messo in atto a aprtire dallo scorso anno, che prevedeva l’aumento delle interazioni con partner esterni.

Nel 2011 l’azienda aveva reso disponibili 22 molecole di sua proprietà, nelle fasi precoci di sperimentazione, per i ricercatori universitari del Regno Unito allo scopo di identificare nuove terapie contro il cancro, l’Alzheimer e le malattie polmonari. La decisione era basata sull’accordo con il Medical Research Council (MRC) del Regno Unito, annunciato per la prima volta dal Primo Ministro David Cameron nel dicembre 2011 come parte della UK Life Sciences Strategy.

Quest’anno, dei 100 progetti inviati dalle università, MRC e AstraZeneca hanno selezionato 15 progetti. Tra i progetti selezionati, quello dell’Università di Bristol su zibotentan, una molecola precedentemente valutata (senza successo) nel tumore alla prostata e adesso analizzata per la cura dell’Alzheimer, quello dell’Università di Manchester su un nuovo trattamento per la tosse cronica utilizzato in precedenza per il bruciore di stomaco e quello del Royal Veterinary College dell’Università di Londra su un farmaco per le malattie polmonari, che adesso verrà testato per curare la distrofia muscolare.

Casi di questo genere non sono poi così rari: basti pensare al Viagra, sviluppato senza successo come vasodilatatore e poi diventato il primo farmaco per la cura della disfunzione erettile, con un fatturato annuo di circa 2 miliardi di dollari.

Cercare una seconda vita per farmaci che hanno deluso le aspettative iniziali, non è una cattiva strada. In fondo, questi farmaci hanno già dimostrato la loro sicurezza: Dal punto di vista industriale,  l’importante è che la loro vita brevettuale sia ancora significativa.

I progetti selezionati saranno finanziati con 11 milioni di dollari stanziati da MRC. AstraZeneca manterrà i diritti delle molecole ma i nuovi risultati scaturiti dalle ricerche saranno di proprietà dell’istituzione accademica coinvolta nel progetto.