AstraZeneca annuncia 700 esuberi in Usa

La multinazionale britannica AstraZeneca ha reso noto l'avvio di un piano di riorganizzazione delle attività negli Stati Uniti che prevede tagli per 700 posti di lavoro, di cui la maggioranza sarà a carico delle attività commerciali anche se ne sono previsti 120 nel quartier generale americano a Wilmington, nello Stato del Delaware.

La multinazionale britannica AstraZeneca ha reso noto l’avvio di un piano di riorganizzazione delle attività negli Stati Uniti che prevede tagli per 700 posti di lavoro, di cui la maggioranza sarà a carico delle attività commerciali anche se ne sono previsti 120 nel quartier generale americano a Wilmington, nello Stato del Delaware. 80 esuberi saranno virtuali, trattandosi di posizioni attualmente non coperte. La ristrutturazione sarà pienamente operativa a partire dal 10 febbraio.

L’azienda motiva la decisione con la necessità di essere più efficiente e più focalizzata. AstraZeneca deve contrastare la perdita di brevetto, fatturato e profitti dei prodotti che un tempo erano blockbuster incotnrastati, esomeprazolo (Nexium) e rosuvastatina (Crestor), in attesa del lancio dei nuovi farmaci oncologici. Su questo fronte, negli ultimi giorni c’è stata una novità importante, costituita dal riconoscimento ottenuto dall’Fda di priority review per durvalumab, nel cancro della vescica.

Gli ultimi tagli arrivano pochi giorni dopo che AstraZeneca ha reso noto di voler spostare una serie di posizioni nelle aree amministrative dal Regno Unito a Malaysia, Costa Rica e Polonia in quanto mira a ridurre il costo del lavoro di back-office.

Queste decisioni sono parte del piano di riduzione dei costi da $ 1,1 miliardi annunciato dalla società britannica all'inizio di quest'anno. Inoltre, già dal 2013 è noto che l’azienda ha nei piani l’eliminazione di 1600 posizioni in tutto il mondo, all’interno di un’operazione di consolidamento della Ricerca e Sviluppo e che subiranno dei tagli altre 3200 posizioni nel settore vendite e amministrativo.