La società britannica AstraZeneca ha concluso un accordo del valore di $325 milioni con Aegerion Pharmaceuticals per la cessione di un farmaco per la terapia della lipodistrofia.

Il farmaco in questione è Myalept, una forma iniettabile di metreleptina, indicato in aggiunta alla dieta come terapia sostitutiva per il trattamento delle complicanze della carenza di leptina nei pazienti con lipodistrofia generalizzata congenita o acquisita. Myalept è un ricombinante analogo della leptina umana (sintetizzato in laboratorio) ed è il primo e unico trattamento per questa patologia.

La lipodistrofia generalizzata è una condizione associata a una mancanza di tessuto adiposo. I pazienti con lipodistrofia congenita generalizzata sono nati con poco o nessun tessuto adiposo. Quelli con lipodistrofia generalizzata acquisita generalmente perdono tessuto adiposo nel tempo.

Il nuovo farmaco non è indicato per i pazienti con lipodistrofia correlata ad HIV e per pazienti con malattie metaboliche come il diabete mellito e l’iperglicememia che non abbiano evidenza di lipodistrofia generalizzata concomitante.
Negli Usa, Europa e Giappone il farmaco ha avuto il riconosciemento di terapia orfana.

AstraZeneca ha preferito cedere il prodotto e monetizzarne il valore per concentrarsi su farmaci a maggiore potenziale. Al contrario, Aegerion è già ben focalizzata nelle malattie rare, e si è dunque rafforzata in questo settore che ha logiche di mercato molto diverse dai farmaci tradizionali. Aegerion commercializza la lomitapide indicata per le forme di ipercolesterolemia famigliare

L’accordo arriva dopo la diffusione dei dati positive del terzo trimestre che hanno visto le vendite crescere del 5% attestandosi a $6,54 miliardi, merito in parte anche del ritardo dell’arrivo del generico di rosuvastatina. Si tratta del terzo trimestre consecutivo di crescita. Nei primi 9 mesi del 2014 le vendite sono aumentate del 4%.

Superato lo stallo dovuto alla possibile acquisizione da parte di Pfizer, che AstraZeneca ha cercato di respingere in tutti i modi, l’azienda britannica si è mossa con una serie di accordi finalizzati ad aumentarne la pipeline ma anche a rafforzarne la presenza commerciale.

Tra gli accordi conclusi vi è l’acquisizione della linea respiratoria di Almirall, sia dei farmaci già in commercio con Elkira, si della pipeline di ricerca. Per averli, Astra ha sborsato $875 milioni in cash più altri $1,22 miliardi al raggiungimento di determinate milestones.

Pochi giorni fa, AstraZeneca ha reso noto che la sua unità MedImmune ha condluso un accordo del valore di $150 milioni  per acquisire Definiens, società privata tedesca che con la tecnologia Tissue Phenomics ha consentito un importante miglioramento nell’identificazione dei biomarkers nei tessuti tumorali. E’ proprio l’oncologia il settore nel quale l’azienda si gioca le sue carte di sviluppo. L’approvazione preliminare del Chmp per olaparib nel cancro dell’ovaio, concessa pochi giorni or sono, fa ben sperare.