AstraZeneca ha annunciato di aver firmato due accordi di collaborazione, uno con Hutchison China MediTech per lo sviluppo congiunto dell’anticancro volitinib, e l’altro con Astellas Pharma per acquisire i diritti di due nuovi farmaci anti-diabete (PSN821 e PSN842.

Attraverso questi accordi l’azienda britannica intende risollevare la propria area di ricerca e sviluppo dopo che due farmaci importanti quali olaparib e TC-5214 non hanno ottenuto i risultati sperati.

In particolare, olaparib, un nuovo antitumorale sperimentale appartenente alla classe dei PARP-inibitori, non ha mostrato un miglioramento nella sopravvivenza globale in uno studio di fase II (studio 19) condotto in pazienti con tumore ovarico.
I precedenti dati positivi sulla sopravvivenza senza progressione non si sono poi purtroppo traslati in un vero effetto antitumorale. Il farmaco fu acquisito nel 2005 quando AstraZeneca comprò KuDOS Pharmaceuticals con un esborso di $121 milioni. Il farmaco verrà ancora studiato in altre indicazioni (tumore al seno e al colon retto) ma le premesse non sono certo positive.

L’altro farmaco sperimentale di AstraZeneca che ha deluso le aspettative è TC-5214, un composto che non ha raggiunto l’endpoint primario di uno studio di fase III denominato RENAISSANCE condotto in pazienti con disturbo depressivo maggiore. TC-5214 è uno dei due enantiomeri della macamilamina idrocloride ed è un modulatore dei recettori nicotinici.  Si ritiene infatti che la depressione sia da ricollegarsi a una sovrastimolazione dei recettori nicotinici neuronali. Trattandosi del secondo studio del programma di sviluppo clinico di questi farmaco, che comprende quattro trial, a non raggiungere l’end point  di efficacia, il futuro della molecola è quasi compromesso.

Le difficoltà dell’azienda risiedono anche nei tanti brevetti in scadenza. Per AstraZeneca la “patent cliff” sarà infatti particolarmente ripida perché entro il 2016 l’azienda perderà la copertura brevettuale dell’anticolesterolo Crestor, di Seroquel (schizofrenia) e dell’antiulcera Nexium.

Pochi giorni fa AstraZeneca aveva avvertito che l'utile per il 2011 si attesterà nella parte bassa della forchetta indicata in precedenza e compresa tra $7,20 e $7,40 per azione. Il gruppo farmaceutico aveva indicato in una nota che a causa del fallimento dei due studi condotti su olaparib e TC-5214, iscriverà nel bilancio del quarto trimestre un onere prima delle tasse di $381,5 milioni. AstraZeneca stima che l'impatto sui conti del quarto trimestre sia di $0,21 per azione.

In base al primo nuovo accordo, AstraZeneca verserà subito a Chi-Med una somma pari a 20 milioni di dollari per le licenze mondiali, il co-sviluppo e la commercializzazione di volitinib (HMPL-504), un farmaco anticancro inibitore del recettore c-Met. C-MET è un recettore tirosin-chinasi, una proteina trans-membrana coinvolta nell’iniziazione di numerose sequenze di segnale intra-cellulari. Una sovra espressione e una continua attivazione di c-MET possono contribuire alla formazione del cancro, alla sua progressione e alla formazione di metastasi.  Sembra che la via del c-MET sia una delle principali strategie messe in campo dal tumore per resistere agli attacchi della chemioterapia, della radioterapia e degli inibitori delle tirosin-kinasi

Chi-Med potrebbe ricevere fino a 120 milioni di dollari se il farmaco verrà sviluppato con successo più ulteriori pagamenti al raggiungimento di determinate milestone così come royalties sulle vendite. Il farmaco a breve entrerà in fase I di sviluppo clinico. Se il suo sviluppo proseguirà positivamente, questo farmaco dovrà vedersela con tivantinib, composto con lo stesso meccanismo di azione sviluppato da Daiichi Sankyo e già in fase III.

I termini dell’accordo con Astellas, che prevede l’acquisizione dei diritti di PSN821 e PSN842 non sono stati resi noti. I due farmaci sperimentali sono agonisti del recettore GPR119 accoppiato alle proteine G e sono stati sviluppati per il trattamento del diabete di tipo 2. Il primo è attualmente in fase II, mentre il secondo è ancora in fase preclinica.