AstraZeneca e Amgen hanno annunciato di aver raggiunto un accordo per la condivisione dello sviluppo e della commercializzazione di cinque anticorpi monocolonali provenienti dalla pipeline di Amgen.

Si tratta di  AMG 139 (in fase I per il Crohn), AMG 157 (in fase I per l’asma), AMG 181 (in fase I per la for colite ulcerativa e il Crohn), AMG 557 (in fase I per il Lupus) e brodalumab, un anticorpo monoclonale diretto contro l’interleukina 17 e in fase III di sviluppo per la psoriasi. Brodalumab è oggetto di studi anche nell’artrite psoriasica e nell’asma.

L’accordo prevede un pagamento immediato di 50 milioni di dollari, e la condivisione dei costi di sviluppo dei farmaci dei quali nel periodo compreso tra il 2012 e il 2014 per il 65% si farà carico AstraZeneca dopodiché saranno equamente suddivisi

Amgen potrà tenere sul suo bilancio le vendite del farmaco  brodalumab insieme alle royalties sul prodotto, così come avrà diritto a royalties anche sugli altri anticorpi monoclonali. I profitti saranno suddivisi equamente tra le due società.

AstraZeneca guiderà lo sviluppo e la stategia commercial di AMG 139, AMG 157 e AMG 181, mentre Amgen si occuperà di brodalumab e AMG 557. Ci saranno però dei team di integrazione per sovraintendere tutte le attività.

Per brodalumab, che il farmaco in fase più avanzata e quello potenzialmente più interessante, Amgen si occuperà della promozione delle indicazioni dermatologiche in Usa e Canada e di quelle reumatologiche in Usa Canada ed Europa. In tutto il mondo, Astra promuoverà il farmaco nelle condizioni respiratorie e in dermatologia nei territori rimanenti.

La collaborazione fornisce ad Amgen risorse economiche addizionali per lo sviluppo di cinque farmaci senza intaccare troppo la propria redditività e dà un pò di respiro alla pipeline di AstraZeneca. Negli ultimi tempi l’azienda britannica ha dovuto cessare lo sviluppo dell’anticancro olaparib, a seguito del fallimento di due studi nel carcinoma all’ovaio, e dell’antidepressivo TC-5214. Inoltre deve affrontare la genericazione dell’antipsicotico quetiapina, uno dei suoi farmaci più venduti. Senza contare la recente bocciatura Fda per l’antidiabetico dapagliflozin. Per ridare fiato a pipeline e ai fatturati, da AstraZeneca ci si aspettava una acquisizione, nelle settimane scorse si era parlato dell’americana Forest, forse quello di Amgen è solo un primo passo.