La multinazionale AstraZeneca ha chiuso il primo trimestre 2009 con un fatturato di 7,70 miliardi di dollari, in crescita del  +7% sullo scorso anno. L'utile di periodo è in crescita del 42,6%, a quota 2,15 miliardi di dollari.
Questi risultati sono dovuti  a un rafforzamento delle vendite negli Stati Uniti. Positive le vendite di Crestor (+35% a tassi di cambio costanti), e quelle nei mercati emergenti, cresciute del 15%.
All'inizio del mese di aprile è stata presentata all'Fda la richiesta per includere nelle indicazioni i nuovi e positivi dati dello studio Jupiter. In Europa la stessa richiesta verrà depositata a breve.

Gli ultimi mesi sono stati positivi per AstraZeneca. A novembre c'è stata la pubblicazione sul NEJM dei dati dello studio Jupiter che evidenziano la riduzione del 44%  del rischio di eventi cardiovascolari maggiori mortalità di pazienti con livelli di colesterolo normali ma livelli elevati di proteina C reattiva.

Pochi giorni fa l'Emea ha dato parere positivo per Iressa per i pazienti con tumore al polmone NCSLC localmente avanzato o metastatico che presentano una mutazione del recettore EGFR-TK. L'Fda ha appena dato parere positivo sula sicurezza cardiovascolare dell'antidiabetico Onlgyza. Poche settimane fa l'Fda ha dato parere favorevole all'approvazione di Seroquel XR come terapia aggiuntiva nei pazienti con disordini depressivi maggiori che non rispondono alle terapie già in uso.

Vi è incertezza circa la possibile reintroduzione delle versioni generiche dell'antiipertensivo Toprol XL (metoprololo). In questo trimestre il farmaco ha beneficiato del ritiro di due versioni generiche del farmaco e ha aumentato le vendite del 175%.
Pur mostrando cautela per la situazione dei mercati mondiali, AstraZeneca conferma gli obiettivi finanziari prefissati per l'intero anno. 
In Italia il fatturato di periodo è stato pari a 188,8 milioni di Euro, in leggera contrazione (-6%) in ragione  della perdita della copertura brevettuale di bicalutamide, farmaco per il trattamento del carcinoma alla prostata.