AstraZeneca, il futuro è tutto green

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All'incontro annuale del World Economic Forum di Davos, in Svizzera, oggi AstraZeneca ha presentato il programma Ambition Zero Carbon, che mira a raggiungere, entro il 2025, l'obiettivo "emissioni zero" di carbonio per tutti i processi globali di produzione, distribuzione e mobilità alla base del suo funzionamento. Inoltre, entro il 2030, il gruppo farmaceutico multinazionale prevede di ridurre l'impronta carbonica fino a valori negativi per l'intera catena del valore, anticipando di oltre un decennio i piani di decarbonizzazione.

In occasione dell'incontro annuale del World Economic Forum di Davos, in Svizzera, AstraZeneca ha presentato il programma Ambition Zero Carbon, che mira a raggiungere, entro il 2025, l'obiettivo “emissioni zero” di carbonio per tutti i processi globali di produzione, distribuzione e mobilità alla base del suo funzionamento. Inoltre, entro il 2030, il gruppo farmaceutico multinazionale prevede di ridurre l’impronta carbonica fino a valori negativi per l’intera catena del valore, anticipando di oltre un decennio i piani di decarbonizzazione.

La strategia "Ambition Zero Carbon" della multinazionale britannica si propone di accelerare il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità ambientale delle proprie attività, raddoppiando la produttività energetica e utilizzando energie rinnovabili sia per la produzione di energia elettrica che di energia termica, oltre ad anticipare di cinque anni rispetto al programma originario il passaggio ad una flotta di veicoli elettrici al 100%.

Per fare questo, l'azienda investirà fino a 1 miliardo di dollari, parte dei quali andrà a sviluppare inalatori respiratori di nuova generazione che non avranno quasi nessun impatto negativo sul riscaldamento globale.
Gli obiettivi dichiarati dal gruppo farmaceutico multinazionale britannico rientrano nel solco delle strategie che si stanno accingendo ad adottare le aziende del settore per ridurre la loro impronta di carbonio (che misura l'impatto che le nostre attività hanno sull'ambiente e, in particolare, sui cambiamenti climatici): una tendenza sempre più confermata negli ultimi tempi, ma ancora lungi dall'essere prassi comune in tutto il comparto farmaceutico. Ancora oggi, infatti, si stima non oltre alla dozzina il numero di aziende farmaceutiche premiate per il loro impegno effettivo sulla sostenibilità ambientale.

"Stiamo affrontando una crisi climatica, e ogni azienda deve fare qualcosa", ha dichiarato il Ceo di AstraZeneca Pascal Soriot in un'intervista a Bloomberg. "Ho dei figli e un nipote, e temo il loro giudizio quando mi chiedono: e tu che cosa hai fatto? E anche i nostri dipendenti ce lo chiedono, aspettandosi un nostro intervento".

Per fare un esempio pratico: I nuovi inalatori a dosaggio metrico pressurizzato (pMDI) AZ ,sviluppati per l'asma e la Bpco, utilizzeranno propellenti con un Potenziale di Riscaldamento Globale (GWP:misura del contributo all'effetto serra di un gas serra relativamente all'effetto della CO2) ridotto dal 90% al 99% rispetto ai propellenti utilizzati nei vecchi pMDI.

AstraZeneca, inoltre, si impegna a chiedere anche ai propri fornitori di ridurre entro il 2030  l’impronta carbonica fino a valori negativi per l’intera catena del valore.

Il piano che, secondo la multinazionale farmaceutica, anticipa di oltre un decennio il raggiungimento degli  obiettivi di decarbonizzazione, comprende anche il progetto AZ Forest, basato sulla collaborazione con le organizzazioni di riforestazione e i governi, avente lo scopo di piantare 50 milioni di alberi nei prossimi cinque anni.

Il rinnovato impegno di AZ si iscrive sulla scia del riconoscimento e dell’inclusione del gruppo multinazionale farmaceutico nella "A List", una lista annuale delle aziende leader in materia di trasparenza ambientale e prestazioni compilata da CDP (società senza scopo di lucro che si occupa di impatto ambientale globale).

Tra le 179 aziende che sono state inserite nella lista di quest'anno ci sono Bayer, Baxter, Eisai, Johnson & Johnson, Lundbeck, Novo Nordisk e Ono Pharmaceutical.

La sostenibilità ambientale è diventato un tema sempre più sentito all'interno dell'industria farmaceutica, in quanto le aziende tengono molto alla loro reputazione di affidabilità e responsabilità di fronte al pubblico. Con l'incontro di Davos di quest'anno, che ruota attorno al cambiamento climatico, un numero maggiore di aziende ha la possibilità di dichiarare il proprio impegno per la sostenibilità ambientale.  

Già in occasione della conferenza di quest'anno della J.P. Morgan (J.P. Morgan Healthcare Conference), il CEO di Takeda Christophe Weber ha dichiarato che il settore farmaceutico giapponese punta ad essere “carbon neutral” a partire da quest'anno, con una riduzione del proprio impatto ambientale pari a 4,5 milioni e mezzo di tonnellate di emissioni.
L'anno scorso, Novo Nordisk reso noto di essere sulla buona strada per utilizzare solo elettricità rinnovabile nei suoi impianti di produzione entro il 2020. L'obiettivo sarà reso possibile dall'installazione di un gruppo di di pannelli solari su una superficie di 672 acri nel North Carolina, che fornirà energia elettrica a tutte le attività della società danese negli Stati Uniti a partire dall'inizio del 2020.