La società farmaceutica britannica AstraZeneca ha reso noto che nei prossimi 4 anni a livello mondiale attuerà una riduzione del personale per complessive 8mila unità, pari a circa il 12% della forza lavoro costituita da 63mila persone.
Con questa decisione, entro il 2014 l'azienda conta di effettuare risparmi per circa 1,8 miliardi di dollari. Le ristrutturazioni avranno però a loro volta un costo, che l'azienda stima in circa 2 miliardi di dollari
Negli scorsi anni l'azienda si era già profondamente ristrutturata, perdendo circa 12.600 posti di lavoro.

Secondo quanto dichiara AstraZeneca, a essere interessate dalla riorganizzazione saranno un po' tutte le funzioni aziendali: vendite, marketing, ricerca e sviluppo e distribuzione. E' prevista anche la chiusura di alcuni centri di ricerca, anche se è prematuro, a detta dell'azienda, sapere dove questi tagli saranno effettuati. L'azienda ha fatto sapere che nella R&D verranno ridotti 3.500 posti, ma che a causa della riallocazione di molte posizioni, la perdita netta di posti di lavoro in questo settore sarà di circa 1.800 posizioni.

La scadenza di importanti brevetti, come quelli di Arimidex e Pulmicort, con le conseguenti prevedibili riduzioni dei fatturati, sono probabilmente le cause da cui originano queste decisioni.
Vi è anche però la decisione di razionalizzare le aree di ricerca sulle quali l'azienda intende specializzarsi, con una maggiore focalizzazione sulla "personalized medicine".

A livello globale, i risultati dell'azienda per il 2010, appena resi noti, sono stati positivi.
Le entrate relative all'intero esercizio sono aumentate del 7% a tassi di cambio costanti (CER) e sono state pari a $32.804 milioni. L'utile operativo primario relativo all'intero esercizio è aumentato del 23% a tassi di cambio costanti e ha raggiunto $13.621 milioni grazie alla crescita delle entrate e alle efficienze operative.
Il gruppo farmaceutico britannico, ha annunciato di aver chiuso il quarto trimestre con un utile netto pari a 1,55 miliardi in aumento del 24% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno ma inferiore agli 1,96 miliardi attesi dagli analisti. Crescono del 4% le vendite che si attestano a 8,95 miliardi superando in questo caso le stime del consensus (8,82 miliardi).

Il 2010 sarà un anno difficile, ha affermato David Brennan, amministratore delegato della società, che prevede che negli anni successive il fatturato possa scendere di qualche punto percentuale.

AstraZeneca Italia, in una nota fa sapere che "In relazione all'annuncio di ulteriori 8.000 lavoratori, che  rientrano  in un piano di riorganizzazione dell'azienda a livello Globale la cui conclusione è prevista entro il 2014, siamo fiduciosi che le azioni fino qui intraprese in Italia, tra cui la riduzione  di 39 posizioni prevista nel 2010  che va a completamento di un processo di riorganizzazione della Forza Esterna già realizzata, siano sufficienti a garantire l'assetto più adeguato alle esigenze di business nell'attuale contesto di settore. In una situazione di perdurante incertezza del mercato farmaceutico italiano, particolarmente penalizzante per AstraZeneca Italia, queste misure, seppur gravose, sono necessarie per garantire un futuro positivo all'Azienda".

In Italia, l'esercizio 2009 del Gruppo AstraZeneca si chiude con una flessione del 6% rispetto a quanto registrato nell'anno precedente. Il fatturato si attesta a 727 milioni di euro, rispetto ai 773,5 del 2008.  Tra le cause della contrazione, si legge in una nota, vi sono  i tagli dei prezzi, riduzione del budget della spesa farmaceutica territoriale o l'impatto delle misure di contenimento della spesa a livello regionale, a cui si aggiunge per AstraZeneca la scadenza di alcuni importanti brevetti non compensata da nuovi lanci negli scorsi anni.
Buoni i risultati di Crestor (rosuvastatina) e Seroquel (quetiapina). Per il futuro, l'azienda conta sull'affermazione dell'oncologico  Iressa (gefitinib), e del nuovo antidiabetico Onglyza (saxagliptina), farmaci che saranno lanciati nel 2010.