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AstraZeneca, per BioPharma Dive è la farmaceutica dell'anno

Dopo aver attraversato un periodo non facile per la scadenza brevettuale di diversi farmaci importanti, AstraZeneca è tornata a crescere e adesso può contare su una pipeline promettente che potrebbe assicurare diversi anni di buoni risultati. Questa svolta così importante e una pipeline molto promettente ne fanno, secondo la testata specializzata BioPharma Dive, la società farmaceutica più brillante del 2019.

Dopo aver attraversato un periodo non facile per la scadenza brevettuale di diversi farmaci importanti, AstraZeneca è tornata a crescere e adesso può contare su una pipeline promettente che potrebbe assicurare diversi anni di buoni risultati.

Il successo dei farmaci oncologici, la rinuncia a brand importanti per concentrare le risorse sui farmaci più promettenti e la forte presenza nel mercato cinese hanno fatto la differenza. Questa svolta così importante e una pipeline molto promettente ne fanno, secondo la testata specializzata BioPharma Dive, la società farmaceutica più brillante del 2019.

Nel 2012, quando si è insediato l’attuale Ceo Pascal Soriot, la compagnia dipendeva da 3 blockbuster nelle aree gastrointestinale (Nexium), neuroscienze (Seroquel), respiratoria (Symbicort) e cardiovascolare (Crestor). Dopo la perdita della copertura brevettuale, questi farmaci hanno perso gran parte del loro valore con performance di vendita negative.

Nel 2019, il business oncologico guidato da osimertinib (Tagrisso), durvalumab (Imfinzi) e olaparib (Lynparza) si è avvicinato alle vendite della rosuvastatina (Crestor), l’anticolesterolemico di successo che al suo apice aveva superato i 6 miliardi di dollari.

Quest'anno, cinque dei sette blockbuster di AstraZeneca sono in crescita, mentre nel 2012 cinque su sette erano in calo. La società può ora avere fiducia in un aumento delle vendite, grazie ai ricavi nei primi nove mesi dell'anno superiori di $ 2,2 miliardi rispetto allo stesso periodo del 2018.

L'analista di Wolfe Research Tim Anderson descrive AstraZeneca come "la società a miglior prospettiva di crescita a lungo termine" e prevede che l’aumento delle entrate continui fino al 2028, mentre l'analista di SVB Leerink Andrew Berens valuta la compagnia come uno dei più forti produttori di farmaci antitumorali.

Questi potrebbero essere i principali motivi che rendono ragione della crescita del 30% della valutazione borsistica di AstraZeneca nel 2019, a fronte di una media del 6% del settore delle big pharma, come anche del fatto che Soriot sia uno dei due soli dirigenti del settore biofarmaceutico a rientrare tra i 100 migliori Ceo del mondo nella lista compilata dalla Harvard Business Review.

Successo in oncologia
Il farmaco contro il cancro al polmone osimertinib nel 2019 ha ottenuto la migliore performance di vendita dell’azienda, superando la combinazione budesonide/formoterolo (Symbicort) per la terapia dell’asma, ma ancora al di sotto dei risultati ottenuti a suo tempo dalla rosuvastatina. Ha però il vantaggio di essere la terapia d’elezione in un'indicazione mirata del cancro del polmone e di richiedere meno risorse per la sua commercializzazione  rispetto alla rosuvastatina, che ha dovuto competere con l’atorvastatina (Lipitor) di Pfizer.

Olaparib si è affermato come il miglior trattamento della sua classe per condizioni come il carcinoma ovarico e mammario, dopo essere stato temporaneamente abbandonato nel 2011 a seguito di un fallimento clinico. Di recente è stato oggetto di una collaborazione con MSD che comp0lessivamente potrebbe valere fino a $8,5 mld e che lo scorso anno ha fruttato ad AstraZeneca $1,6 miliardi. Per Berens quest’area può crescere fino al 2028 a un tasso annuo superiore al 10%.

Attualmente, il colosso britannico ha concentrato le sue attività commerciali e di ricerca e sviluppo su tre aree principali: oncologia, medicina respiratoria e malattie cardiovascolari, renali e metaboliche, con una predominanza degli sforzi in oncologia che coinvolge ben 97 dei 164 progetti di ricerca clinica totali.

Rispetto al resto delle big pharma, AstraZeneca può vantare una pipeline tra le prime tre per numero di candidati e di terapie farmacologiche sottoposte di recente agli enti regolatori, secondo la valutazione dalla banca di investimento Cowen. La sua previsione di crescita per il periodo 2018-2024 è la migliore di tutto il settore farmaceutico.

Qualche sacrificio per concentrare il portfolio prodotti
Per raccogliere risorse e concentrarsi sui prodotti con il maggiore potenziale di crescita, la compagnia ha dovuto vendere i diritti di brand importanti come Seroquel (l’antipsicotico quetiapina) e Nexium (l’antisecretivo esomeprazolo). Una strategia che ha richiesto che gli investitori sopportassero alcuni anni di calo delle entrate con la promessa di una crescita futura. La svolta è arrivata nel 2018 quando la società ha registrato il suo primo anno di aumento dei ricavi dopo tre anni di decrescita.

«Abbiamo avuto le vendite in calo più a lungo di quanto non fosse mai accaduto prima», ha detto Soriot all'inizio dell’anno durante la presentazione dei risultati del 2018. «Per la prima volta siamo tornati a crescere e ci aspettiamo un periodo di crescita sostenibile davanti a noi».

Senza dimenticare la forte presenza in Cina
Per Tim Anderson la presenza di AstraZeneca in Cina è la più importante di qualsiasi altra azienda del settore. Se grandi biofarmaceutiche come Amgen e Celgene hanno collaborato con la biotech cinese BeiGene per accedere al mercato cinese, AstraZeneca ha una propria attività commerciale e di ricerca in loco, oltre ad aver ampliato proprio la ricerca grazie a collaborazioni con aziende locali.

Le vendite in Cina hanno raggiunto i $ 3,7 miliardi nei primi nove mesi del 2019 e valgono il 61% delle vendite dei mercati emergenti e il 21% di quelle totali, in crescita di oltre un terzo rispetto allo stesso periodo del 2018.

Volendo sollevare un appunto si potrebbe obiettare che le vendite sono ben al di sotto dei $33 miliardi del 2010 e che non sono pochi i dubbi sulla possibilità di raggiungere l’obiettivo di $40 miliardi annui entro il 2023 promesso a suo tempo da Soriot. Per quell’epoca, Anderson prevede invece vendite per $34 miliardi, mentre Cowen $37 miliardi.

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