AstraZeneca ha annunciato che la riorganizzazione della propria ricerca e sviluppo nell'area delle neuroscienze sta già producendo i primi frutti. Recentemente l'azienda ha deciso di eliminare 800-900 posizioni in questo difficile settore della ricerca farmacologica per adottare una nuova struttura di ricerca e sviluppo, molto più flessibile e priva di vincoli burocratici, che prende il nome di iMed, costituita da circa 40 scienziati.

Mene Pangalos, a capo della “Innovative Medicine Units” di AstraZeneca, ha dichiarato che la creazione di un piccolo team di ricercatori, proveniente dalle Università della East Coast negli Stati Uniti e da Cambridge nel Regno Unito, renderà lo sviluppo di nuovi farmaci neurologici più veloce e semplice e con una più contenuta struttura di costi fissi.

Basandosi su questa nuova strategia, AstraZeneca ha annunciato la “A5 Alliance” un accordo con quattro laboratori di ricerca universitari negli Stati Uniti, per studiare l’apolipoproteina E4, uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo dell’Alzheimer. Inoltre, l’azienda ha annunciato di aver acquisito le attività di neuroscienze di Link Medicine, una compagnia farmaceutica statunitense focalizzata nello studio dell’autofagia, un processo intracellulare mediante il quale vengono riciclate le proteine mal ripiegate e che viene studiato per il trattamento di alcune malattie degenerative.

La nuova unità di neuroscienze fa parte del programma di ristrutturazione dell’azienda annunciato lo scorso febbraio, che aveva portato all’eliminazione di 7.300 posti di lavoro.

Intervista a Mike Poole, Head of Neuroscience Innovative Medicines iMed