In occasione del convegno "The Economist Pharma Summit" svoltosi nei giorni scorsi a Londra, l'amministratore delegato di AstraZeneca, David Brennan, ha confermati che l'azienda è focalizzata nel business farmaceutico tradizionale e nei farmaci biotech. Questi ultimi, che già oggi costituiscono circa il 20% della pipeline, nei prossimi 5 anni dovrebbero arrivare al 25-30%. La società non è invece interessata a diversificarsi in altri settori, come quello dei generici e del consumer health, come hanno invece fatto altre grandi società come Novartis, sanofi aventis e Gsk.

Entro il 2014 l'azienda deve fronteggiare l'arrivo dei generici di 5 farmaci del proprio listino. Ciò determinerà una fluttuazione dei ricavi che in questo periodo dovrebbero essere compresi in un range di 28-34 miliardi di dollari. Il fatturato del 2009 è stato di 32,8 miliardi di dollari.

Negli ultimi mesi, AstraZeneca ha siglato quattro accordi di licensing con l'obiettivo di espandere la propria pipeline. Attualmente circa il 40% della propria pipeline proviene da accordi con società esterne e questa percentuale è destinata a salire al 40%. Sempre di più i farmaci delle grandi big pharma nascono in piccole società biotech e vengono poi sviluppati grazie all'organizzazione delle società farmaceutiche tradizionali.