AstraZeneca ha deciso di interrompere lo sviluppo del farmaco antiobesità AZD2820 a causa dell’insorgenza di un grave effetto collaterale in un soggetto trattato con il farmaco in uno studio di Fase I. Il medicinale è un peptide da somministrarsi sottocute che agisce come agonista parziale del recettore 4 della melanocortina (MC4R).

Lo scorso giugno, dopo la comparsa dell’evento avverso, AstraZeneca e Palatin Technologies avevano deciso di interrompere prematuramente il trial. Secondo gli esperti, si trattava di una reazione di ipersensibilità dalla quale il paziente per fortuna si era ripreso bene.

Ora, il comitato di monitoraggio della sicurezza del farmaco ha deciso di interrompere definitivamente lo sviluppo del medicinale. AstraZeneca ha comunque affermato di voler continuare la collaborazione con Palatin per lo sviluppo di molecole che hanno come target il recettore della melanocortina.

Secondo Palatin Thechnologies, “anche se non ancora confermato, non è possibile escludere che gli effetti collaterali osservati durante gli studi siano correlati al farmaco. Comunque, è improbabile che tali eventi avversi siano associati all’attivazione del recettore della melanocortina, una delle strategie terapeutiche per la cura dell’obesità su cui l’azienda si è focalizzata”.

Nel 2011, AstraZeneca e Palatin Thechnologies avevano firmato un accordo di collaborazione per lo sviluppo e la commercializzazione di farmaci che agiscono sul recettore della melanocortina-4, per il trattamento di obesità, diabete e sindrome metabolica. In base all’accordo, AstraZeneca aveva avuto libero accesso al database di molecole, alle tecnologie e agli esperti di Palatin sul recettore della melanocortina e aveva la responsabilità dei costi della ricerca, sviluppo e commercializzazione delle molecole selezionate.

La melanocortina (ormone melanocito-stimolante o MSH) è un ormone che stimola la sintesi della melanina nelle cellule della pelle, ma nel cervello l’MSH svolge anche una funzione di tutt’altra natura: secreta dall’ipotalamo sotto l’effetto della leptina stimola un recettore cerebrale (recettore della melanocortina 4 o MC4) che regola il senso della fame e inibisce l’assunzione di cibo.