AZ, GSK e J&J formano una joint venture con universitą per lo sviluppo di nuovi farmaci

AstraZeneca, GlaxoSmithKline e Johnson & Johnson hanno formato una joint venture con tre universitą per supportare lo sviluppo di nuove molecole che sembrano promettenti contro diverse malattie.

AstraZeneca, GlaxoSmithKline e Johnson & Johnson hanno formato una joint venture con tre università per supportare lo sviluppo di nuove molecole che sembrano promettenti contro diverse malattie.

Ciascuna delle tre società contribuirà alla realizzazione della joint venture, che prenderà il nome di Apollo Therapeutics Fund, con una somma paria 14,3 milioni di dollari per un periodo di sei anni. Le tre università che parteciperanno all’accordo di collaborazione contribuiranno con una somma pari a 4,7 milioni di dollari ciascuna. Le università che parteciperanno alla joint venture sono Imperial College London, University College London e l’università di Cambridge.

Ian Tomlinson, presidente dell’Apollo Therapeutics Investment Committee ha sottolineato: “ E’ la prima volta che tre tra le più importanti società farmaceutiche al mondo, insieme a tre tra le 10 più prestigiose università collaborano per la realizzazione di una joint venture di questo tipo”. “Dieci anni fa le aziende farmaceutiche non erano interessata a collaborare con le università, ma ora hanno capito che questa partnership può aumentare la probabilità di successo”.

L’obiettivo di Apollo Therapeutics Fund è di portare avanti la ricerca preclinica di alcune molecole identificate dalle tre università e che hanno dato risultati promettenti nei primi test di laboratorio fino al momento in cui lo sviluppo può essere portato avanti dalle tre società farmaceutiche a seguito di un processo di offerta interna. Le tre aziende contribuiranno allo sviluppo delle molecole offrendo le competenze dei loro esperti e con risorse aggiuntive per agevolare la valutazione commerciale e i progetti di sviluppo dei prodotti candidati.

Secondo le parti, tutte le aree terapeutiche e le classi di farmaci saranno prese in considerazione. Secondo i termini dell’accordo, per ogni molecola che diventerà una terapia di successo, l’università e l’ufficio di trasferimento tecnologico di riferimento riceveranno il 50% dei futuri introiti commerciali. La restante parte verrà divisa tra le società che hanno partecipato alla joint venture.

Steve Martin, vicepresidente biopharm discovery di GlaxoSmithKline ha affermato, “fondendo le competenze e le risorse di figure accademiche e scienziati provenienti dall’industria durante le fasi iniziali di ricerca, credo che aumenterà drasticamente la nostra abilità di identificare molecole il cui sviluppo è attualmente in sospeso, per trasformare la scienza innovativa in trattamenti rivoluzionari”.