Azioni di Juno Therapeutics salgono del 44%. Se la compra Celgene?

Secondo quanto riporta il Wall Street Journal, Celgene avrebbe iniziato una trattativa per acquisire il controllo di Juno Therapetics, una delle società all'avanguardia nella ricerca sulle CAR T cell. Questa notizia evidentemente deve avere un certo fondamento perché le azioni di Juno sono balzate del 44%. In poche ofre, il valore della società, è passato da $5,2 mld a oltre $7 mld.

Secondo quanto riporta il Wall Street Journal, Celgene avrebbe iniziato una trattativa per acquisire il controllo di Juno Therapetics, una delle società all’avanguardia nella ricerca sulle CAR T cell. Questa notizia evidentemente deve avere un certo fondamento perché le azioni di Juno sono balzate del 44%. In poche ofre, il valore della società, è passato da $5,2 mld a oltre $7 mld.

Le persone a conoscenza della questione ritengono che un accordo potrebbe essere raggiunto nelle prossime settimane se i negoziati non dovessero fallire. I termini dell'operazione non sono stati resi noti.

E’ un po' tutto il settore delle CAR T cell ad essere in fermento. Pochi mesi fa, Gilead Sciences ha acquisito Kite Pharma, società anch’essa impegnata nelle CAR T cell con un esborso di quasi $12 mld. Pochi giorni fa, le azioni di Bluebird Bio., un'altra società impegnata nella ricerca di trattamenti a base di CaR T cell che utilizzano il sistema immunitario per combattere il cancro, sono salito 7,7 per cento sulla speculazione che la società potesse essere un potenziale obiettivo di acquisizione. Tra l’altro, anche Bluebird Bio collabora con Celgene per il farmaco bb2121.

Celgene già collabora con Juno nello sviluppo della terapia CAR-T. Nel 2015, le due aziende avevano siglato una collaborazione decennale per lo sviluppo congiunto di terapie contro il cancro e le malattie autoimmuni, comprese le terapie a base di CAR-T. L’accordo aveva un valore complessivo di un miliardo di dollari: Celgene aveva riconosciuto a Juno un pagamento immediato di 150 milioni di dollari e aveva  inoltre acquistato 846,3 milioni di azioni (circa il 10% del totale) in cambio di opzioni per commercializzare alcuni trattamenti immunoterapici.

Al congresso dell’ASH, di poche settimane fa, svelando i risultati aggiornati degli studi clinici del mese scorso, Juno aveva indicato che la terapia sperimentale JCAR017 entro la fine di quest'anno potrebbe essere approvata per il trattamento di pazienti con linfoma aggressivo refrattario o recidivante B-cellula non-Hodgkin.

La notizia arriva pochi giorni dopo che Celgene ha raggiunto un accordo per acquistare Impact Biomedicines con un esborso inziale di circa 1 miliardo di dollari che potrebbero arrivare fino a 7 miliardi di dollari nella migliore delle ipotesi al raggiungimento di una serie di target regolatori e commerciali.

Juno è nata nel 2013 e si basa sulle scoperte degli scienziati che lavoravano presso il Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle, al Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York e al Seattle Children's Research Institute.

La società biotecnologica è stata uno dei pionieri della ricerca sui farmaci CAR-T di cui guidava la corsa per commercializzare il primo farmaco. Dopo alcuni decessi verificatisi nel primo programma clinico, Juno si è rimessa al lavoro su una nuova generazione di CAR T cell che, sulla base dei dati attualment4 disponibili, sarebbe più efficace non solo della precedente ma anche delle rivali Novartis e Celgene i cui farmaci sono già stati approvati dall’Fda. Le CAR T cell di Juno inoltre avrebbero una migliore sicurezza con un tasso più ridotto di sindrome da rilascio delle citochine, una delle complicanze più gravi di questa terapia.