Brutto colpo per la ricerca Abbott. L’azienda ha appena deciso di interrompere uno studio di fase III condotto su bardoxolone, un farmaco ancora in sviluppo per la nefropatia cronica e che prometteva di cambiare l’evoluzione di tale grave situazione patologica.

Denominato BEACON (Bardoxolone methyl EvAluation in patients with Chronic kidney disease and type II diabetes: the Occurrence of renal eveNts), lo studio stava valutando il farmaco su oltre 1.600 pazienti con nefropatia cronica e diabete di tipo II, arruolati in oltre 300 centri sparsi in tutto il mondo. I risultati del trial avrebbero dovuto essere disponibili nel 2013.

La decisione di interrompere lo studio  è stata presa dopo che un Independent Data Monitoring Committee ne aveva sconsigliato il proseguimento dopo aveva verificato che nel gruppo studiato con il farmaco attivo vi era un eccesso di eventi gravi e di mortalità. Già in fase II il farmaco aveva determinato spasmi muscolari e ipomagnesemia, una condizione potenzialmente tossica per il cuore (ipertensione, tachicardia, aritmia). Non conosciamo però gli eventi che hanno determinato l’interruzione dello studio BEACON.

Lo scorso anno, Abbott aveva sborsato 450 milioni di dollari per acquisire dal Reata Pharmaceuticals, una società biotech americana con sede in Texas,  la maggior parte dei diritti su bardoxolone al di fuori degli Stati Uniti, mentre Kyowa Hakko Kirin detiene i diritti in molti mercati asiatici. Reata mantiene ancora la propietà del farmaco negli Usa, ma Abbot ha il diritto di prelazione qualora Reata decidesse di trovare un partner in questo mercato.

Disponibile per via orale, il farmaco, è il primo della nuova classe degli "antioxidant inflammation modulator (AIM). E' il più potente induttore del pathway Keap1-Nrf2 a entrare in sviluppo clinico e agisce inibendo lo stress ossidativo e l'infiammazione.

Nel corso di due studi di fase IIa, uno dei quali poubblicati sul NEJM, il farmaco ha significativamente aumentato la velocità di filtrazione glomerulare. E ha ridotto l'uricemia e i livelli ematici di fosforoso, magnesio e acido urico, tutti correlati negativamente con la sofferenza renale.

L’azienda americana ci puntava molto anche in vista dell'imminente spin off delle attività farmaceutiche che andranno a costituire una società separata denominata AbbVie. Chissà se bardoxolone  arriverà mai sul mercato?

Protocollo dello studio BEACON