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Baxalta si compra Ariad?

Nei giorni scorsi era girata la voce che Baxalta, la società neo formatasi a seguito dello spin off da Baxter delle attività sui farmaci per l’ematologia e le malattie rare, fosse interessata all’acquisizione di una società statunitense non ben precisata e impegnata in ematologia.

Adesso parrebbe che la società in questione sia Ariad Pharmaceuticals, l’azienda che ha sviluppato e messo in commercio il ponatinib, un potente farmaco per la leucemia mieloide cronica e per la leucemia linfoblastica acuta Philadelphia positiva.

Alla notizia, le azioni di Ariad sono salite del 43% anche se dalle due aziende non arriva nessuna conferma che i colloqui siano in corso. Viceversa, il titolo Baxalta è sceso fino a circa il 5 per cento per poi chiudere con un -3,2%, cui corrisponde a un valore complessivo della società di $24 miliardi.

Baxalta sta cercando di resistere all’assalto di Shire che la vorrebbe fare sua attraverso una fusione del valore di $30 miliardi. Agli azionisti la somma verrebbe conferita sotto forma di azioni della nuova società frutto della fusione.
Il fatturato di Ariad nel secondo trimestre 3 mesi del 2015 è stato di 27,8 milioni di dollari, in crescita di circa il 130% sull’anno precedente e del 16% sul primo trimestre del 2015. . L’azienda prevede di chiudere il 2015 con vendite pari a 130-140 milioni di dollari. Tuttavia, nel secondo trimestre del 2015, Ariad ha perso oltre %60 milioni e di questo passo entro un anno si troverebbe senza liquidità.

Per ponatinib si prevedeva un futuro radioso, da “best in class”, avendo una elevata efficacia, probabilmente superiore a quella dei farmaci della stessa classe. Poi,  nel 2013 i dati dello studio registrativo PACE hanno evidenziato un significativo aumento dell’incidenza di trombi in alcuni pazienti, un possibile grave effetto collaterale che ha portato Ema ed Fda a rendere la prescrizione del farmaco di seconda linea nei pazienti che non rispondono più agli anti tirosin kinasi di seconda generazione (nilotinib, dasatinib). Sono state anche richieste una serie di avvertenze atte a limitare la possibilità della insorgenza di trombi e il farmaco è fortemente limitato nei cardiopatici.

L’acquisizione di Ariad, per ora una voce non confermata, per Baxalta potrebbe configurarsi anche come una mossa per rendere l’azienda più cara e resistere meglio a Shire oppure per trattare la fusione con Shire a condizioni migliori di quelle proposte.

All'inizio di quest'anno, Harvey Berger, il CEO uscente di Ariad aveva fatto sapere che la società era aperta a valutare "alternative strategiche" dopo che la società di investimento Sarissa Capital Management lo avevano spinto a dimettersi.
Il CEO Baxalta, Ludwig Hantson, ha recentemente osservato che l'offerta di Shire "non era vicino a quella che dovremmo considerare come base della trattativa." Gli analisti hanno ipotizzato che Shire dovrà probabilmente aumentare la sua offerta per l'acquisizione Baxalta, mentre un recente rapporto ha indicato che gli azionisti Baxalta sarebbero aperti a una fusione con Shire se quest'ultima alzasse la sua offerta. Nel frattempo, Shire ha espresso la volontà di aumentare la sua offerta se le sarà garantito l'accesso ai documenti finanziari interni di Baxalta.

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