Bayer acquisisce nuovi anticancro per tumori genetici. Affare da $400 milioni

Con un esborso di $400 milioni Bayer si Ŕ assicurata i diritti di due farmaci anti cancro sviluppati da Loxo Oncology, una piccola azienda biotecnologica con sede a Stamford, nel Connecticut. Larotrectinib (LOXO-101) e LOXO-195 agiscono su proteine di fusione della chinasi del recettore della tropomiosina (TRK), che sono il risultato di alterazioni genetiche che si verificano in una serie di tumori. L'evidenza suggerisce che i geni NTRK, che codificano per le TRK, possono fondersi anormalmente con altri geni, stimolando segnali di crescita che possono portare al cancro.

Con un esborso di $400 milioni Bayer si è assicurata i diritti di due farmaci anti cancro sviluppati da Loxo Oncology, una piccola azienda biotecnologica con sede a Stamford, nel Connecticut.

Larotrectinib (LOXO-101) e LOXO-195 agiscono su proteine di fusione della chinasi del recettore della tropomiosina (TRK), che sono il risultato di alterazioni genetiche che si verificano in una serie di tumori. L’evidenza suggerisce che i geni NTRK, che codificano per le TRK, possono fondersi anormalmente con altri geni, stimolando segnali di crescita che possono portare al cancro.

«Questi agenti hanno il potenziale per realizzare la promessa della medicina di precisione, dove la genetica tumorale piuttosto che la sede di origine del tumore definiscono l'approccio terapeutico per i pazienti», ha dichiarato Robert LaCaze, vice presidente esecutivo e capo della Oncology Strategic Business Unit di Bayer.

L'accordo prevede il riconoscimento di ulteriori $475 milioni al raggiungimento di obiettivi prefissati, più royalties a due cifre, legate alle vendite di Bayer al di fuori degli Stati Uniti, dove l’azienda tedesca sarà pienamente responsabile della commercializzazione. Negli Stati Uniti invece Loxo e Bayer co-promuoveranno il farmaco, suddividendosi equamente i costi e i profitti. I partner condivideranno anche i costi dell'ulteriore sviluppo. Loxo prenderà l'iniziativa su queste attività, riflettendo il suo desiderio di sfruttare l'esperienza acquisita con gli inibitori TRK.

Nei prossimi anni, l'operazione potrebbe quindi portare Loxo a ricevere un totale di un miliardo di dollari.

Ciononostante, le azioni di Loxo sono nel frattempo diminuite del 6% nel trading pre-mercato. In una conference call con gli investitori, diversi analisti hanno messo in discussione la scelta di rinunciare ai diritti statunitensi di larotrectinib, il farmaco che dovrebbe guidare l'evoluzione commerciale di Loxo. L'operazione rappresenta infatti un cambiamento di rotta per Loxo, che aveva pianificato di gestire autonomamente la vendita del larotrectinib negli Stati Uniti.

Il filing statunitense di larotrectinib è previsto per la fine del 2017 o l'inizio del 2018.

Larotrectinib, ha catturato i riflettori nel mese di giugno, quando i ricercatori hanno presentato i dati sul farmaco alla riunione annuale della Società Americana di Oncologia Clinica, mostrando che la medicina ha determinato una risposta tumorale in 36 pazienti su 50 i cui tumori presentavano mutazioni in un gene chiamato TRK. Da allora, le azioni Loxo sono aumentate del 70%. Un secondo farmaco, LOXO-195, che sembra funzionare in pazienti in cui larotrectinib ha fallito, è stato incluso nell'accordo.

Nonostante l'efficacia di larotrectinib, per assicurarsi il suo successo, Bayer e Loxo dovranno affrontare una sfida tecnologica. Le mutazioni TRK sono rare, coinvolte in appena lo 0,5% dei pazienti oncologici. Pur rappresentando una popolazione numerosa di pazienti, la loro identificazione necessita l’esecuzione di test diagnostici - incluso il sequenziamento ad alta tecnologia del DNA - che ancora non sono diventati uno standard nemmeno per i pazienti affetti da cancro in fase avanzata. Affinché il farmaco possa diventare un successo, Bayer e Loxo dovranno trovare i pazienti che possono beneficiarne. A questo si aggiunge la concorrenza: Ignyta ha presentato i dati per il suo farmaco, entrectinib, nella TRK.